http://www.imille.org/2013/04/quattro-punti-fermi-su-pd-governo/
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Metto insieme tre spunti. La sentenza della Corte costituzionale sull’Italicum, un libro recente che studia i comportamenti dei giudici della Corte Suprema USA e la nomina del nuovo giudice che Trump ha fatto qualche giorno fa. Tema unificante: con i giudici si fa politica e i giudici fanno politica. Non è una novità. Anzi detta come l’ho detta sembra l’ennesima tirata sulla politicizzazione della magistratura, in Italia e nel mondo. Provo a sviluppare il tema. Scegliere un giudice per un incarico significa ipotecare il futuro dei giudizi di quella corte o di quel tribunale, anche se qualche volta quel futuro riserva sorprese. E significa farlo sia se chi nomina è un organismo di autogoverno, come il nostro Consiglio superiore della magistratura, sia se è un organo politico come il Presidente del USA. Non è che il primo è neutrale e il secondo partigiano. Secondo tema: si può dire che nominando i giudici si ipoteca il futuro e si fa politica perché i giudici fanno pol [...]
14 Feb 2017 • Giorgio Armillei
Alcune conferme e alcune novità storiche nella ricostruzione che padre Francesco Occhetta fa sul numero 4000 de “La Civiltà cattolica” a proposito dei rapporti tra la rivista e la politica. [...]
13 Feb 2017 • Stefano Ceccanti
0 BY GIOVANNI COMINELLI ON 11 FEBBRAIO 2017 ·POLITICA Foto: Massimo D’Alema Mentre l’opinione pubblica guarda con molta attenzione alla segreteria del PD, agli sviluppi succe [...]
12 Feb 2017 • Stefano Ceccanti
Dal comunicato della Corte dubbi e certezze su come non tornare alla “prima Repubblica” di Salvatore Curreri Il comunicato con cui la Corte ha preannunciato la propria sentenza sull’Italic [...]
27 Gen 2017 • Isabella Nespoli
http://www.qdrmagazine.it/2013/4/16/99_armillei.aspx [...]
Il dibattito landiniano di qualche tempo fa a proposito di alcune posizioni di Rodotà. http://www.landino.it/2010/12/statalisti-e-libertari/ [...]
"What the world needs now is more Thatcherism, not less." Così "the Economist" conclude il suo editoriale di questa settimana. Tutt'altro che un panegirico. A maggior ragione credo sarebbe giusto, anche dopo l'intervento di Giorgio A. dell'altro giorno, non lasciar cadere questa sentenza e approfondire il confronto. [...]
L’avevamo capito subito che non era difficile scegliere tra il sinistrismo laburista di Michael Foot e la voglia di cambiamento di Margaret Thatcher. Anche l’azione militare nelle Falkland aveva le sue ragioni, ma lì dovemmo attendere l’invasione del Kuwait per riabilitare a sinistra, aggiornandoli al quadro contemporaneo, il concetto di guerra giusta e quello di uso della forza per l [...]
Il portale www.c3dem.it ha inziaito un dibattito sul futuro del bipolarismo. Ottima idea. Mi sembra però che si debbe partire da una chiara distinzione tra le scelte degli elettori e le regole istituzionali. Che ci siano delle ondate che mettono in discussione gli schieramenti pre-esistenti, con effetti passeggeri o permanenti, rientra nelle legittime possibilità di scelta. Il punto è [...]
A proposito del supposto prestigio in Europa di Monti, date un'occhiata a come la UE ci ha scaricato nella disputa con l'India. Monti e Grillo continuano a minare la nostra democrazia. Rispettivamente, da dentro e da fuori. Il Pd deve averlo intuito e deve aver rivisto in questa tenaglia antisistema qualcosa delle proprie origini. Senza che si oda voce contraria, si spende compatto [...]
L’ostinata, surreale rincorsa a una «alleanza di combattimento» (già il nome è come il cigolio del gesso su una lavagna nera) con il M5S, l’unica forza politica che esclude per statuto l’offerta di stampelle a qualsiasi partito (figuriamoci a quella «classe politica non credibile che ha portato il paese alla devastazione» così l’on. Bonafede), la dice lunga. Difficile pensare che i [...]