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Dal Regno: E. Gandolfi - Se l’anticlericalismo entra in libreriabarra articolo

Libreria Ambasciatori di Bologna: una grande libreria nel
cuore di una media città italiana. Periodicamente torno
a controllare la situazione del piccolo scaffale dedicato
ai temi religiosi. Solitamente ne traggo l’ovvia conferma che non
solo il religioso – e cattolico in specifico – è una voce di nicchia
nella libreria laica; ma che, all’interno di questa nicchia, lo spazio
per i testi che non siano miracolistici, agiografici o storie e romanzi
di tipo esoterico è risicato. Anche se, a onor del vero, la
nuova traduzione della Bibbia CEI, uscita nel 2008, si era meritata
qualche centimetro di espositore.
Ma – sorpresa! – al posto di questi testi trovo un’etichetta
che segnala una nuova sezione: «anti-clericalismo».
Per un momento penso a una curiosa nemesi storica: l’anticlericalismo
ha soppiantato il poco di cultura religiosa che anche
la libreria laica è in grado di tollerare.
Non è così. Alla cultura religiosa è ora dedicato uno scaffale
più grande, più completo e quindi più visibile, qualche passo più
in là. Ma per ragioni di parentela – è pur sempre il «religioso» ciò
contro cui si scaglia questa pubblicistica – la new entry ne ha
preso il posto; e a buon diritto, nella misura in cui nel religioso i
titoli su Medjugorje, i miracoli e le rivelazioni private sono i più
rappresentati!
Che i titoli anticlericali fossero in crescita era cosa facile da
constatare: come abbiamo fatto anche dalle pagine dell’annale
Chiesa in Italia a partire dal montare del dibattito sulla destinazione
dell’8 per mille. Un esempio per tutti è il volume, che riecheggia
nel titolo la serie «anti» (politica) aperta da G. Stella e S.
Rizzo con La casta, a firma di C. MALTESE: La questua. Quanto costa
la Chiesa agli italiani.
1
Tuttavia la meraviglia che traggo da questa visita è che se il
libraio decide di coniare una sezione apposita da offrire all’acquirente,
ciò significa che giorno dopo giorno tanti titoli formano
una linea; e che, pur essendo il sentimento anticlericale antico
tanto quanto quello clericale, oggi questa linea si sta facendo
consistente. Mi domando, poi, se tra i due scaffali (l’anticlericale
e il religioso) non vi sia una relazione uguale ed opposta,
ovvero se questa parentela non sia la chiave di lettura che il
mondo laico ha del fatto religioso oggi in Italia. Ci sarebbe materia
anche per qualche domanda per l’editore cattolico.
Cerco quindi di analizzare i titoli a scaffale per vedere di che
cosa si tratta. Innanzitutto vi sono le case editrici che alla causa
«anticlericale» hanno dedicato collane specifiche, come Ariele,
che nella propria homepage dichiara: «L’anticlericalismo un dovere
civile». Comunque oggi la collana di denuncia è un must per
quasi tutti gli editori laici.
O gli autori che al tema hanno dedicato buona parte della
propria produzione editoriale, come K. Deschner, P. Odifreddi,
2
C. Hitchens, noto per i suoi attacchi a madre Teresa di Calcutta,
per via delle posizioni antiabortiste di quest’ultima.
Quanto alle tematiche, la confusione regna. Si potrebbero
raggruppare i titoli in tre grandi categorie: innanzitutto i manuali
per l’apprendista ateo.
3
Sono i testi-base dell’Unione atei
agnostici razionalisti, l’associazione nata nel 1990 per denunciare
e contrastare «ogni forma di fideismo».
A seguire, la serie anti-religioni.
4
Nella quarta di copertina di
uno di questi (H. METHA, Ho venduto l’anima su e-bay. La religione
agli occhi di un ateo, Baldini Castoldi Dalai 2008), c’è una frase
illuminante: «Chi meglio di un non credente può offrire un
onesto e obiettivo ritratto della fede?». Già, come chiedere a un
allergico di valutare dei profumi!
Poi la nutrita schiera dei testi anticattolici, in primis anti-papa.
5
O anche i volumi che volta a volta propongono confutazioni
più o meno riccamente argomentate;
6
«smascheramenti» di
santità millantate,
7
di complotti oscuri e società segrete, dove
gioca la parte del leone la pubblicistica contro l’Opus Dei.
8
Dulcis in fundo, la ricerca storica a tesi: gli uomini di Chiesa in
nome della Chiesa si sono sempre e solo macchiati di (parecchie)
nefandezze, come argomenta la monumentale Storia criminale
del cristianesimo, opera in 10 volumi, tradotta dal tedesco.
9
In quest’ultimo gruppo, vi è un titolo che mi sembra essere
finito lì per sbaglio. È infatti un testo della collana degli studi
storici di Carocci con prefazione di Adriano Prosperi – storico e
docente alla Normale di Pisa – intitolato Streghe, guaritori e isti-
gatori. Casi di Inquisizione diocesana in età moderna. Che si sia
sbagliato il libraio, magari a motivo del titolo?
La lettura della prefazione e una rapida ricerca mi fanno
comprendere invece che il volume è lì a motivo di una storia
«tempestosa», come dice Prosperi. Una storia che non data tanto
all’età moderna del titolo, ma a quella odierna, dove protagonista
è un’infelice gestione della comunicazione da parte di una
diocesi.
10
E così un testo, cui pochi cultori della materia avrebbero
dato attenzione, è diventato quasi un best seller. Un volume,
forse discutibile o sgradevole quanto a contenuto, ma serio per
impianto scientifico è andato a far compagnia a una paccottiglia
presuntuosa e ignorante.
La domanda è: abbiamo proprio bisogno di regalare la ricerca
storica all’anticlericalismo?
10
Maria Elisabetta Gandolfi
1
Pubblicato nel 2008 da Feltrinelli, si tratta della raccolta degli articoli
che il giornalista ha redatto a puntate su Repubblica. Gli dà man forte
anche M. AINIS con Chiesa padrona. Un falso giuridico dai Patti lateranensi
a oggi, Garzanti, Milano 2009.
2
Suo è Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici),
Longanesi, Milano 2007.
3
Si va dal Catechismo anticlericale di A. COLONNA (Cooper 2008) al
Corso accelerato di ateismo di A. LÓPEZ CAMPILLO E J. IGNACIO FERRERAS (Castelvecchi
2007), all’Elogio dell’ateismo di N. TONON (Dedalo 2009), alla
Bibbia atea di J. KONNER (Mondadori 2009).
4
Qui vanno annoverati di S. HARRIS, La fine della fede. Religione, terrore
e il futuro della ragione (Nuovi mondi 2006), di E. BARNAVI, Religioni
assassine (Bompiani 2007), di K. DESCHNER, Sopra di noi... niente. Per un
cielo senza dèi e un mondo senza preti (Ariele 2008), di R. KICK, Tutto
quello che sai su Dio è falso (Nuovi Mondi 2008), del sociologo F. CRESPI,
Contro l’aldilà (Il Mulino 2008), di W.H. BURR, Dio non è onnipotente. Le
contraddizioni della Bibbia (Stampa alternativa 2008), solo per citarne
alcuni.
5
Cf. Contro Ratzinger e Contro Ratzinger 2.0, pubblicati tra 2006 e
2007 da ISBN editrice (cf. Regno-Att. 4,2008,118) e il più recente di F. REMOTTI,
Contro natura. Una lettera al papa, Laterza 2008.
6
Cf. W. PERUZZI, Il cattolicesimo reale. Attraverso i testi della Bibbia,
dei papi, dei dottori della Chiesa, dei concili, Odradek 2008.
7
Cf. Dossier padre Pio. Cronologia e documenti di un grande inganno,
Kaos 2009, il sequel di Santo impostore, sempre a firma di M.
GUARINO, pubblicato nel 2004.
8
Cf. di A. LISSONI, Vaticano segreto. Inquisizioni, esoterismo, paranormale.
Misteri e ombre della cristianità, Olimpia 2006, preceduto da
Gli enigmi del Vaticano. Storia ragionata dei più sconcertanti misteri
della cristianità del 2004.
Per l’Opus Dei, cf. Opus Dei segreta di F. PINOTTI per Rizzoli (2006),
assieme dalla 2
a
edizione del volume di J. ALLEN, Opus Dei. La vera storia.
I segreti della forza più controversa nella Chiesa cattolica (sulla forzatura
del titolo italiano, cf. Regno-att. 2,2007,46), edito da Newton
Compton, la cui collana «Controcorrente», vanta una ricca serie di titoli
anti-cattolici: T.C. LEEDOM, M. MURDY (a cura di), Il libro che la tua Chiesa
non ti farebbe mai leggere; D. ALVAREZ, I servizi segreti del Vaticano; C.
RENDINA, La santa casta della Chiesa e I peccati del Vaticano; T. NEWTON,
Il Vangelo che la Chiesa non ti farebbe mai leggere; A. ARONSON, Vivere
senza Dio; J.O. KOEHLER, Il libro che il Vaticano non ti farebbe mai leggere.
La storia mai raccontata della guerra dei servizi segreti contro la
Chiesa cattolica; J. BOUFLET, La storia segreta di padre Pio.
All’interno del gruppo editoriale Mauri Spagnol è sorto da qualche
tempo il marchio Chiarelettere, nel quale trova posto il vol. di G. NUZZI,
Vaticano s.p.a. Da un archivio segreto la verità sugli scandali finanziari
e politici della Chiesa, 2009 (con 6 ristampe nell’anno): indagine sullo IOR
attraverso l’archivio di mons. Renato Dardozzi (1922-2003); o anche il volume
curato nel 2009 da E. PROVERA, Quando eravamo dell’Opus Dei, che
raccoglie le interviste a un gruppo di numerari fuoriusciti dalla prelatura.
Cf. anche di G. ZIZOLA, Santità e potere, Sperling & Kupfer 2009.
Che una delle anime anticlericali si nutra del fastidio per il ruolo di
primo piano ricoperto dalle gerarchie ecclesiastiche nella politica segnatamente
italiana – da segnalare la nascita il 19 gennaio scorso del movimento
politico «Democrazia atea» –, è testimoniato – se ve ne fosse bisogno
– da alcuni volumi: D. YALLOP, Habemus papam. Il potere e la gloria:
dalla morte di papa Luciani all’ascesa di Ratzinger, Nuovi mondi
2006; M. MARTELLI, Italy, Vatican State, 2009, che ribadisce la tesi già
espressa in Senza dogmi. L’antifilosofia di papa Ratzinger (Riuniti, Roma
2007); o il più recente F. PINOTTI, U. GUMPEL, L’unto del Signore. L’intesa
con il Vaticano, la nascita di Forza Italia, le oscure origini di una grande
fortuna. Affari, fede e potere nell’Italia secondo Silvio (Rizzoli 2009),
che mette a tema l’appoggio vaticano alla nascita di Forza Italia (cf. in
questo numero a p. 110).
9
L’autore è K. DESCHNER e viene pubblicato da Ariele; sul tema storico
ci sono i testi di E. FRATTINI, L’entità. La clamorosa scoperta del servizio
segreto vaticano: intrighi, omicidi, complotti degli ultimi cinquecento
anni, Fazi 2008; ID., Le spie del papa. Dal Cinquecento a oggi, venti vite
di assassini e sicofanti al servizio di Dio, Ponte alle grazie 2009.
10
Protagonista è la curia diocesana di Sarno, che ha concesso alla
storica Gaetana Mazza libero accesso ai propri archivi e poi, quando ha
preso visione dei documenti pubblicati, ha chiesto e ottenuto attraverso
le vie legali che le copie stampate venissero ritirate.
11
Con buona pace delle acute osservazioni di Daniele Menozzi su
«Storiografia e mercato. Il Novecento della Chiesa tra banalizzazione e
ideologia», in Adista, 26.12.2009.

Scritto da: Alessandro Canelli | il: 02/03/2010 16:02:12
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