100, di Pietro Giordano


Pietro Giordano | landino.it

E’ proprio il Governo del cambiamento (in peggio).

La questione “pensioni” rappresenta l’ennesimo esempio di come ci sia un’enorme differenza tra le promesse false e/o demagogiche e la “dura” e difficile arte del Governare.

Per anni hanno strillato denunciando “il furto ai danni degli italiani” operato da Monti. Poi dissero che avrebbero smantellato la riforma pensionistica della Fornero. Adesso si scopre che la montagna ha partorito il topolino, un bruttissimo topolino, una pantegana romana.

Non si tratta di una vera Quota 100, visto che dai 62 anni in poi, chi volesse anticipare la pensione, dovrebbe avere sempre 38 anni di contributi (pensate quanti saranno i giovani, spesso precari, che raggiungeranno 38 anni di contributi), così a 63 anni si avrà quota 101 (63+38=101), a 64 quota 102 (64+38=102), ecc.

Sarà applicata, inoltre, la tabella:

Pietro Giordano | landino.it

Così ad esempio chi volesse andare in pensione con questo sistema avrebbe una trattenuta che va dal 5,06%, in caso di anticipo di pensionamento rispetto alla Fornero di un solo anno, al 34,01%, in caso di anticipo di sei anni.

Ad esempio, l’eventuale pensione lorda di 1.500 euro – nel caso di 4 anni di anticipo della Fornero – diventerebbero 1137,75 euro lordi, circa 850 euro mensili netti.

Se l’anticipo è di sei anni, la suddetta eventuale pensione lorda di 1500 euro che si avrebbe con la Fornero, diventerebbe di euro 989,85 lordi e di circa euro 700 netti.

Il Governo prevede un utilizzo della Quota 100 di circa la metà degli aventi diritto. Credo che saranno molti di meno, visto gli alti costi  a carico dei futuri pensionati.

Chi ancora lavora, se non in casi eccezionali e di estrema necessità, non credo rinuncerà al lavoro per tagli alla propria pensione, così consistenti.

Chi ha perso il lavoro, ha la possibilità di accedere a 63 anni all’APE sociale (1500 euro lordi, senza penalizzazioni) se invalido, disoccupato da lungo tempo o se ha svolto alcuni lavori pesanti.

Spero venga mantenuta l’APE social dei Governi precedenti che, quella si, andrebbe potenziata dandone accesso ai sessantaduenni e ad ulteriori categorie di lavori usuranti.

Purtroppo però, la presunzione e il dilettantismo di questo Governo non opereranno in questa direzione, così come non hanno operato nel caso del Reddito d’inclusione (REI), preferendo il fantomatico e demagogico reddito di cittadinanza.

Pietro Giordano

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