Ciao Pierre


Pietro Giordano | landino.it

Mentre Giorgio ebbe la fortuna di lavorare in Via Po, con Pierre, io facevo il sindacalista nei cantieri edili in Sicilia.

Correva il 25 giugno del 1982, quando si proclamò lo sciopero Generale a sostegno della vertenza per i rinnovi contrattuali e per protestare contro la decisione di Confindustria di dare disdetta della scala mobile.
Nove giorni prima mi ero sposato, come sanno molti landiniani che vennero al mio matrimonio. Quel giorno lasciai Perugia, dove ero andato in viaggio di nozze, per sfilare a Roma con migliaia di lavoratori e lavoratrici e per partecipare a quella manifestazione storica.
Sentire il comizio di Pierre fu estasiante, ci caricò ancor di più, ci instillò ancor di più di voglia di lottare, di cambiare il mondo, di abbattere le ingiustizie. Sensazioni, idealità, lavoro che ancora oggi mi fanno dire che devo tutto alla FUCI e che devo ad essa l’aver incontrato uomini e sindacalisti meravigliosi come Pierre.
Giorgio descrive perfettamente il perché i fucini, e non solo…, erano attirati dalla Cisl.
Ero nella mensa del pensionato maschile dell’Azione Cattolica (correva l’anno 1980), dove vivevo a quel tempo, quando padre Colmegna, mi chiese (sapendo che da lì a poco avrei lasciato la Presidenza nazionale della FUCI): cosa vuoi fare da grande?
Quel giorno in tv scorrevano le immagini della marcia dei 40mila; gli risposi: il sindacalista.
Dopo una settimana Virginio mi presentava Mario Colombo (Segretario Organizzativo di Pierre) e Sergio D’Antoni (Segretario Generale della Sicilia); dopo qualche settimana  ero a fare un corso di formazione a Mondello e così iniziò la meravigliosa avventura della mia vita di uomo e sindacalista. In quell’avventura, a volte riuscendoci, cercai di coinvolgere altri fucini…
Per noi giovani sindacalisti sentire Carniti ai Consigli generali (ci imbucavamo) significava caricare le batterie per mesi.
Arrivò il febbraio del 1984 e con esso l’accordo di San Valentino sulla scala mobile.
Non era facile, per tutti noi, sostenere quell’accordo, contro gli strali della demagogia.
I mesi precedenti al referendum abrogativo sulla scala mobile, promosso dal PCI, Pierre con la sua determinazione ci dava la forza di sostenere le nostre idee, non certo popolari, in un clima di guerra fratricida tra sindacati, caratterizzato da comportamenti e insulti inimmaginabili nei confronti dei cislini, sui posti di lavoro e in assemblea sindacale.
La sua determinazione, la sua idealità, le motivazioni di una scelta giusta ma impopolare spiegate con lucidità e chiarezza, il suo “non rassegnarti mai” ci diedero una forza immensa e ci fecero affrontare assemblee sindacali con centinaia di lavoratori incazzati e caricati a molla dalla demagogia cigiellina,  altro che demagogia di oggi….
Lui non ebbe mai un attimo di esitazione, come non l’ebbero tutti i dirigenti di allora (Sergio D’Antoni, Cocilovo, Bonanni, ecc.).
Vincemmo.
Vinse la razionalità, il buon senso, l’equità (l’inflazione, la tassa più iniqua, aveva raggiunto percentuali a due cifre), vinse il bene collettivo sulla demagogia un tanto al chilo.
Carniti, manchi tantissimo a quest’Italia di oggi.
Grazie Pierre, grazie Cisl.
Pietro Giordano | landino.it

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