Intervento in Aula per ricordare Aldo Moro, di Stefano Ceccanti


 Roma 08.05.2018

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Ceccanti. Ne ha facoltà.

STEFANO CECCANTI (PD).

Grazie, Presidente. Dire alla vigilia del 9 maggio, a quarant’anni di distanza, qualche breve parola su Aldo Moro deputato mentre pensiamo ancora alle zone grigie da rimuovere su quella tragica vicenda di quei cinquantacinque giorni è come, secondo una nota metafora, porsi come nani sulle spalle dei giganti. Mi limiterò a richiamare un passaggio di un suo intervento in Aula il 15 febbraio 1977 come relatore della legge sull’elezione diretta del Parlamento europeo. Diceva Aldo Moro. “È importante che … siamo concordi nel ritenere che l’Europa sia necessariamente il luogo nel quale il dibatto politico dovrà svilupparsi; il luogo nel quale trasferire le nostre opinioni e i nostri confronti… In Italia, a differenza di altri Paesi, siamo tutti – o quasi tutti – solidali sull’opportunità di far progredire l’integrazione europea… Forse perché siamo meno potenti, meno importanti di altri paesi che, pervenuti prima di noi all’unità, dotati di maggiori ricchezze ed esperienze, hanno giocato nella politica mondiale un ruolo più importante che non sia stato il ruolo nazionale dell’Italia”. Nulla si ripete in modo uguale e i contesti sono certo diversi, però se non ricordiamo bene i giganti resteremo solo nani come persone, come deputati, come forze politiche, come Paese (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Liberi e Uguali).

 

  

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