Fare accordi con Thanos? di Giorgio Armillei


Se A uguale B e B uguale C anche A uguale C. Così si è portati a concludere leggendo la relazione Della Cananea, richiesta da Di Maio a un gruppo di analisti indipendenti coordinato dal prof. Giacinto Della Cananea. Se dunque ci sono convergenze programmatiche tra Ms5 e PD e tra M5s e Lega, tanto che il contratto di governo proposto dal M5s presenta un contraente in bianco in ragione dell’indifferenza della sua identità, beh allora conviene approfondire convergenze e divergenze non solo sulla base dei contenuti scritti nei programmi di governo ma anche su altre basi. In particolare sulla base: i) dei comportamenti parlamentari recenti; ii) delle dichiarazioni dei leader rivelatrici degli orientamenti di policy; iii) degli orientamenti di policy dell’elettorato.

Sui primi (i) basti ricordare il voto sul Ceta, il trattato commerciale Ue Canada. Non un fatto tecnico ma l’indice rivelatore di posizioni cruciali in tema di mercato, economia, crescita, rapporti internazionali, politiche europee. Sui secondi (ii) basti ricordare non tanto le polemiche pre elettorali, fisiologiche soprattutto in contesti proporzionalistici, quanto le strategie di comunicazione sistematicamente sfruttate da Ms5 e Lega per costruire il loro consenso. Le strategie remote che non iniziano due mesi prima delle elezioni ma risalgono alle fasi fondative, quelle che hanno cominciato a porre le basi del consenso antigovernativo, la versione italiana del politics of anger che ha alimentato Trump e Brexit. Sui terzi (iii) basti pensare alla diffusione di strampalate teorie cospirazioniste nell’elettorato del Ms5, studiate nell’ambito del network di ricerca ITANES, che indurrebbero a una coalizione centro destra/PD in nome della ragionevolezza democratica e della necessaria moderazione delle passioni, ingrediente indispensabile di ogni regime politico non dispotico. “La distanza tra centrosinistra e Pd, rispetto a centrodestra, destra e M5S, è netta” concludeva Salvatore Vassallo a proposito del cospirazionismo studiato sui dati ITANES.

Due punti su tre inducono così a caldeggiare una maggioranza Lega Ms5, quella a più alta compatibilità programmatica. Il terzo, se spinge in una qualche direzione, spinge per un’alleanza centro destra PD, certo lontani tra loro ma comunque più vicini rispetto al M5s. Da nessuna parte spunta invece il profilo di un’alleanza PD Ms5, a meno che non si intenda sacrificare non solo la vocazione maggioritaria – che come spiega Salvatore Vassallo non può essere semplicemente clonata in tempi di proporzionale – ma lo stesso PD, in nome di una confusa e disordinata istanza egualitaria che si assume generata dalla stagione liberista e blairiana della sinistra di governo. In un’alleanza Ms5 PD infatti, con un’azionista di maggioranza dominante, assistito da un trend in ascesa e ben piantato sulle proprie posizioni populiste, nessuna assicurazione è stipulabile a protezione del rischio estinzione. Sarebbe come assicurarsi contro Thanos che ha ormai riunito nel suo guanto le sei gemme dell’infinito. Servono avengers non dealers.

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