Misericordia. Un testo di Paolo VI


Giorgio Armillei | landino.it
Misericordia. Un testo di Paolo VI
 
Non basta dire: Dio è Amore, Dio ha amato il mondo; bisogna aggiungere: Dio è Misericordia, Dio ha amato un mondo colpevole. Non figli, non semplici creature, ma ribelli, ma ingrati, ma perduti Suoi esseri ha amato.

Esseri che non erano degni, né utili, né piacevoli, né in sé, né a Lui buoni.

E quelli più lontani e più miseri, quelli più avversi e più cattivi, quelli ha amato.

Né quest’amore è stato prodigioso solo in sé e per l’intima felicità di Dio; ma lo è stato anche per gli esseri immeritevoli che ne sono l’oggetto inesplicabile. È stato un amore salvatore.

Dio amando il peccatore dà esempio di somma indulgenza, salvandolo di pari esigenza. Si piega sul male la misericordia, ma non perché resti tale e perché sia vinta la giustizia, ma piuttosto perché la giustizia sia ricomposta nei suoi diritti ed abbia la sua rivendicazione. Dio ama il cattivo non perché tale, ma per farne un buono; e mentre spinge la tolleranza fino a cancellare le conseguenze fatali del peccato, restaura l’assolutezza della legge morale riconducendo in essa il peccatore.

Questo singolare rapporto della misericordia con la giustizia è uno dei problemi più profondi e più chiaramente risoluti dal cristianesimo.

A nessuno vien nemmeno fatto di pensare che la misericordia di Dio, annunciata come si deve, e svelata nella sua sorgente e nel suo termine, ch’è l’Amore, sia corriva col male e indebolisca la forza dell’imperativo morale; ma piuttosto è a tutti palese ch’essa, ed essa sola, è capace di ricuperare il bene perduto, di ripagare nel bene il male compiuto e di generare nuove forze di giustizia e di santità.

Pubblicato da Istituto Paolo VI Brescia, Settembre 2016, in occasione del tredicesimo colloquio internazionale di studio intitolato «Per una Chiesa “esperta in umanità”. Paolo VI interprete del Vaticano II».

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