Luciano Iannaccone interviene sul commento di Giorgio Tonini su Macron


UNA SECONDA POSSIBILITA’

 

Il commento di Giorgio Tonini alla vittoria di Macron ed alle prospettive che si aprono per l’Europa e per l’Italia rappresenta una sintesi storica e politica non solo eccellente, ma anche singolare. Uso quest’ultimo aggettivo nel suo significato letterale: per gran parte della chiacchiera politico-giornalistica appare inaudito occuparsi della realtà anziché del mondo immaginario che  garantisce l’ “audience”. E così avanti con le sentenze dei portavoce della Commisssione Europea, con i dati statistici di previsione o di consuntivo che si maneggiano capendo poco e, soprattutto, con il gran circo della politica nostrana, in cui De Bortoli, Boschi, Raggi e i prossimi sono una miniera tutta da scavare.

Se il quadro del presente e del prossimo futuro che Tonini delinea è corretto, come a me pare, ciò significa che il fato reggitore della storia ha deciso di offrire, soprattutto a noi italiani, una seconda possibilità. Dopo la riforma costituzionale e il 4 dicembre, che aprivano la concreta possibilità di un futuro diverso, nei mesi che vanno da oggi alle elezioni politiche generali tra meno di un anno si apre la possibilità di un nuovo inizio come radicale alternativa al persistere in un declino drammatico. Non era scontato che ciò avvenisse, ma sta accadendo ed è davanti a noi. Tutto quello che di più o meno utile ed importante potremo fare o non fare gioverà o all’una o all’altra alternativa. E soprattutto il voto politico generale di inizio 2018, a settant’anni da un altro voto che fece la storia d’Italia.

Per questo i veri patrioti non sono i “sovranisti”( che brutta parola!) ma  quelli che credono e vogliono un nuovo inizio dell’Europa e dell’Italia. Sapendo che, se non valorizzassimo fino in fondo questa possibilità, saremmo temerari e sciocchi nel pensare che prima o poi ne potrebbe capitare un’altra.

Ci sono non pochi mesi davanti perché l’Italia, quella della politica inutile e della protesta rassegnata, cioè l’Italia che siamo tutti noi, maturi la scelta giusta, l’unica che può cambiare (in meglio) il nostro presente ed il nostro futuro. Ma è possibile pensarlo e sperarlo, dopo la botta micidiale del 4 dicembre ? La risposta dipende da ognuno di noi. Dobbiamo superare il fastidio di un corso politico e mediatico attento a tutto tranne che a ciò che è veramente significativo, dobbiamo contrastarlo con una operosità che parli al comune, ma differenziato bisogno. E poi: se una possibilità viene nuovamente data, ciò significa che essa può essere colta.

 

Luciano Iannaccone

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