Avvenire su Renzi


E Bersani teme di perdere pezzi

La tensione ai piani alti di largo del Nazareno si taglia a fette. Pier Luigi Bersani è chiuso in una riunione fiume con un centinaio di economisti per la stesura del programma di governo, proprio mentre il suo avversario Matteo Renzi arringa il popolo del suo Pd. Il segretario rende pubblico il proprio impegno, come a dire di non aver avuto modo di seguire il discorso del sindaco di Firenze. Una mossa sulla difensiva, mentre da Verona va in onda una dichiarazione di guerra. E l’esercito rottamatore ingrossa le fila. La sfida è aperta e il 6 ottobre l’assemblea democratica ne traccerà le linee guida. I contendenti aumentano e a Renzi, Vendola, Tabacci e forse Bindi, si aggiunge anche Laura Puppato (ex sindaco pd) nella gara contro Bersani per la poltrona di Palazzo Chigi. Così, nel giovedì nero del segretario, c’è chi fa i conti, certo che quel doppio turno pensato per depotenziare la mina-Renzi potrebbe addirittura penalizzare Bersani, costringendolo a stringere accordi con Vendola, e perdendo i moderati del Pd. Finora legati a Letta, Franceschini e Fioroni, gli ex popolari ed ex Margherita starebbero lentamente mollando i rispettivi leader (che allo stato restano fedeli al segretario), convinti dal programma renziano, sulla scia dell’agenda Monti. «Comparando i due discorsi di Reggio e Verona, quello di Renzi tende a spostare verso il sindaco chi vuole proseguire con l’agenda Monti», semplifica il veltroniano Stefano Ceccanti. La butta sull’ironia Dario Franceschini, che aveva stigmatizzato lo “scippo” dello slogan “Adesso!”, usato dall’ex segretario del Pd durante la sua partita: «Matteo, prossima tappa la barba?», si limita a commentare. Non entra nel merito del discorso Massimo D’Alema, che preferisce fare i suoi «migliori auguri a Laura Puppato e Matteo Renzi per le primarie». Fuori dal “Nazareno” i leader degli altri partiti ascoltano con interesse il programma renziano. Dall’Udc Pier Ferdinando Casini parla di «un giovane che porta il suo contributo al rinnovamento della politica». Il segretario del Pdl Angelino Alfano, invece, replica direttamente al sindaco rottamatore: «Le cose che dice sono, dal punto di vista programmatico, così simili alle nostre da essere irrealizzabili con la compagnia del Partito Democratico». Quanto al possibile scippo di voti al Pdl, nessuna preoccupazione: ««La gara è lunga…».

Roberta d’Angelo- Avvenire

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