Hollande? No, grazie.


Hollande è una pericolosa illusione per il PD. Sono d’accordo con Antonio Funiciello. Come dice David Miliband, solo una prospettiva che rinnovi la terza via blairiana, evitando di tornare a prima di Blair, può portarci fuori dal pantano. Ancora una volta è la sinistra atlantica il laboratorio del cambiamento. O nelle forme del pragmatismo di Obama, pensiamo alla politica internazionale, o nelle forme del pensiero dei settori più innovativi del New Labour. Ancora una volta la risposta non è lo stato. Riforme strutturali e investimenti selettivi, non spesa pubblica e tutele stataliste: è questa la ricetta di uno dei più stimolanti paper (In the black Labour) di Policy Network. Troppa politica, troppo stato, poco mercato e poca regolazione, così l’economista Rajan a proposito della crisi finanziaria, in un libro che finalmente viene tradotto in italiano. Hollande guarda indietro, somiglia a Natta dice Franco Bassanini. Forse è un po’ troppo, ma certo le sue ricette possono servire per vincere contro un già sconfitto Sarkozy. Non certo per uscire dalla crisi.

8 Comments

  1. Stefano Ceccanti ha detto:

    Ma non ci saranno due anni vetero come nel 1981. Se primo ministro mercoledi’ sara ayrault saranno contenti anche armillei e funiciello…l’america si puo, scoprire anche andando alle indie…

  2. isabella nespoli ha detto:

    Veramente cercando ditrovare una via nuova per le Indie si scoprirono le Americhe.
    Se oggi si pensasse di scoprire le Americhe via le Indie (cioe’ la via antica) penso che si darebbe ragione a Giorgio che vede Hollande non come qualcosa di rivoluzionario.
    Ayrault e’ un funzionario senza carisma, la Francia di Hollande dovra’ muoversi nella crisi. Lasciamogli l’entusiasmo di avere sconfitto Sarkozy, ma non credo che da Parigi parta una nuova via per scoprire le Indie e neppure per scoprire l’America. Soyons realistes!

  3. Carlo Riviello ha detto:

    s’illudono di scoprir l’America, si ritroveranno a Barletta.

  4. Carlo Riviello ha detto:

    ….o meglio, a Terlizzi.

  5. Stefano Ceccanti ha detto:

    Ayrault e Valls sono molto bravi, non perdete il senso delle distinzioni, non tutte le vac che sono nere..

  6. Isabella Nespoli ha detto:

    ma se dobbiamo rimanere in termini di vaches, con due vaches blanches…on ne change pas trop le couleur, ammettiamo che i due siano bravi, e ce ne saranno altri, per carità, non ci facciamo però come al solito irretire dall’ultima moda esterofila.
    il problema mi sembra non quello di fare distinzioni, ma piuttosto per chi si fa prendere dall’entusiasmo per Hollande, cje non abbia il senso delle proporzioni….direi di aspettare almeno di vedere se vince le amministrative, almeno se avrà l’Assemblée Nationale potrà forse fare le leggi che ha promesso.
    col bosco e baccano che c’é in Europa, e con la Marine che ha in casa, le rose socialiste hanno anche di molte spine.

  7. Stefano Ceccanti ha detto:

    Sono d’accordo sul non inseguire mode esterofile, pero’ la squadra non promette male. Quanto alle legislative la riforma e’ stata ben pensata per determinare il trascinamento.

  8. Carlo Riviello ha detto:

    oltralpe i vincoli elettorali e costituzionali indubbiamente lo consentono, e la “squadra” fa il resto.
    da noi il “trascinamento” è più che altro centrifugo, e finisce nello sbraco (a Terlizzi, come a Montenero o ieri a Gemonio e adesso pure in farsa).
    altro che terze vie e sinistra atlantica…

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