Chi ha vinto sull’articolo 18?


Possiamo dire che, ancor più della Camusso, ha vinto Bersani cui Napolitano (e a ruota Monti) hanno offerto il ruolo del mediatore e cui hanno consentito di portare a casa una sostanziale non modifica dell’art.18?

4 Comments

  1. Carlo Riviello ha detto:

    peggio: giudici e avvocati.

  2. Stefano Ceccanti ha detto:

    Lavoro/ Monti: Reintegro ‘economico’ solo per casi estremi
    ”Le imprese capiranno col tempo, sono fattispecie improbabili”

    Napoli, 5 apr. (TMNews) – La possibilità del reintegro in caso di
    licenziamento dettato da motivi economici è “riferita a
    fattispecie molto estreme e improbabili”. Lo ha detto il premier
    Mario Monti, in conferenza stampa a Napoli.

    Il presidente del Consiglio ha spiegato che “quello che noi
    abbiamo posto nel ddl è che per i licenziamenti individuali di
    carattere economico se un giudice riscontri situazioni di
    illegalità ci sia l’indennizzo per i lavoratori. Se invece sono
    motivazioni manifestamente insussistenti, un caso molto forte, il
    giudice può disporre il reintegro come l’indennizzo”. Una
    formulazione che per Monti “leva molto le imprese dalle
    incertezze e tutela i lavoratori dai casi riprovevoli di
    discriminazione”.

    Quanto alle reazioni dalle diverse parti, “sono assolutamente
    naturali”. Le imprese “sono insoddisfatte perchè volevano la
    sparizione complessiva della parola reintegro dal panorama, ma
    capiranno che è riferita a fattispecie molto estreme e
    improbabili. I sindacati si sentono colpiti dal fatto che ora il
    licenziamento economico è più aperto, col tempo capiranno il
    passo avanti fatto verso la tutela universalistica”.

    Insomma, “pensiamo che il governo abbia il dovere di guardare
    all’interesse della collettività e in questo modo pensiamo di
    aver fatto l’interesse dei lavoratori, dei disoccupati, dei
    giovani e delle zone più deboli”. Si vedrà, come ritiene Monti,
    “se questo determinerà maggiore propensione all’investimento in
    Italia da parte degli stranieri e maggiore propensione a restare
    in Italia per le nostre imprese”. Un caso che ha riferimento
    all’attualità, con l’importante investimento annunciato in Serbia
    da un’azienda italiana: “Non ci dispiacerebbe se questi
    investimenti fossero fatti anche in Italia, non solo in Serbia”.

    Rea

    051351 apr 12
    

  3. Luca ha detto:

    Strano, su Ichino avevo letto altro.
    Mi sarò sbagliato …

    Perché se guido una azienda che va bene e trovo un tornitore miglio di quello che vi lavora non posso sostituirlo?
    Se la azienda andasse ancora meglio crescerebbe la possibilità di nuova occupazione.
    O mi sbaglio?

    Ps.
    La Fornero non era per la meritocrazia?

  4. bemotto ha detto:

    Così Ichino (www.pietroichino.it):
    Il prezzo dell’accordo in extremis tra i due partiti maggiori della maggioranza è consistito in una ulteriore “riduzione bilanciata” dell’incisività della riforma. Sul versante dell’articolo 18, si è riavvicinata la nuova disciplina alla vecchia, ripristinando la possibilità di reintegrazione del lavoratore, a discrezione del giudice, nel caso di licenziamento economico. Sul versante del contrasto al precariato e in particolare all’abuso delle collaborazioni autonome, si è rinviata di un anno l’entrata in vigore della nuova disciplina restrittiva. Colpisce che il Pd abbia accettato di sacrificare gli interessi di un milione e mezzo di outsiders “collaboratori” pur di recuperare un pezzetto della job property degli insiders subordinati regolari. La vicenda conferma in modo impressionante quanto e come il precariato sia l’altra faccia della protezione del lavoro regolare a tempo indeterminato. Detto questo, il disegno di legge resta comunque un passo avanti nella direzione giusta; ma è un passo più piccolo di quel che si era sperato e che sarebbe stato possibile.

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