Visto dal centrodestra: riforma elettorale per bipolarismo possibile


LEGGE ELETTORALE: QUAGLIARIELLO “NO AD ASTRATTE SEMPLIFICAZIONI”
ROMA (ITALPRESS) – “Mi sorprende che ci sia chi parla di difesa del bipolarismo come se ci fosse qualcuno che il bipolarismo non lo vuole difendere”. Lo ha detto Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato, intervenendo all’assemblea dei Riformisti italiani di Stefania Craxi.
“Bisogna capire – ha affermato Quagliariello – cosa si intende per bipolarismo, e non si puo’ far finta di non vedere che con l’avvento del governo Monti le vecchie coalizioni si sono rotte.
In una situazione del genere, neanche la legge Acerbo sarebbe in grado di assicurare con certezza il meccanismo bipolare. Non esistono dunque in questo momento ricette assolute e definitive, ma tenendo conto della situazione attuale bisogna lavorare per salvare il bipolarismo possibile: premiare le aggregazioni in grandi partiti, non concedere la golden share a nessun partito minore, e partendo dalla realta’ attuale immaginare un sistema che consenta cio’ e’ possibile in Gran Bretagna, Germania e Spagna, dove con tre sistemi elettorali diversi il partito che vince governa da solo se ha i numeri per farlo, stringe alleanze o, in casi di eccezionale gravita’, promuove grandi coalizioni, e l’unica cosa che non puo’ accadere e’ che chi perde governi e chi vince si trovi all’opposizione. Dovremmo trovare un sistema che consenta tutto cio’. A tal fine – ha concluso il vicecapogruppo del PdL -, e’ indispensabile una schietta discussione interna ai partiti, senza timore di essere criticati ma anche evitando astratte semplificazioni”.
(ITALPRESS).
vbo/com 31-Mar-12 14:51 NNNN

5 Comments

  1. Luca ha detto:

    …. la legge Acerbo era fatta per ottenere una dittatura, mica il bipolarismo.
    Quello che dice Quagliariello è già preoccupante, ma che Stefano lo diffonda … brrrrrrr!

    Dato che il materiale con cui fare le coalizioni è pessimo, e che assemblarle prima o dopo il voto non muta la qualità dello stesso, perché – caro Stefano – non lo fate decidere a noi (elettori)?

    … quando i francesi si accorsero che il doppio turno inizialmente concepito non bastava, perché era troppo bassa la soglia di accesso al secondo turno, non tornarono al proporzionale della Quarta Repubblica, ma alzarono la soglia di accesso, sino a portarla (non è uno scherzo!) al 12,5% degli aventi diritto al voto.
    (E c’era ancora un Pcf più forte della Sfio o “Psf”!)

    Per concepire certe cose bisogna volere la democrazia bipolare – governante e competitiva – e volerla fortemente.

    Ps.
    Secondo me, al momento, occorre fare le barricate intorno al “porcellum”.

  2. Luca ha detto:

    Aggiungo: il modello (“ceccantum”?) in circolazione ci toglie quel poco che il “porcellum” dava (indicare il premier) e non ci dà quello (meno importante) che ci aveva tolto.
    Chi, se non gli stessi partiti, assegna i collegi “sicuri” e fa le liste bloccate?

  3. Giovanni Bianco ha detto:

    Ho alcuni dubbi sulle soluzioni prospettate (per ragioni opposte rispetto a quelle di Luca, pur avendo sempre lasciato lumeggiare in tema di legge elettorale soluzioni anche eventualmente in parte non coincidenti con il proprio modello ideale) e sul modo in cui si è giunti alle soluzioni medesime (un accordo che ha volutamente escluso dalla trattativa altre forze politiche, non di maggioranza,e talune neppure rappresentate in parlamento, ma che dovevano essere coinvolte considerata la particolare importanza della materia elettorale). Tuttavia, lo scrivere che oggigiorno “occorre fare barricate intorno al porcellum” è quanto di peggio si possa sostenere (e lo penso senza mezzi termini).

  4. Luca ha detto:

    Caro Giovanni, sei in ottima compagnia … Quasi t’invidio.
    Un abbraccio

  5. Giovanni Bianco ha detto:

    Pure tu, caro Luca (non so però quanto ottima…)

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