Oggi a S. Gregorio


PAPA: MONACI CAMALDOLESI HANNO AIUTATO COSTITUZIONE E CONCILIO =
(AGI) – CdV, 10 mar. – “Ogni fase della lunga storia dei Camaldolesi ha conosciuto testimoni fedeli del Vangelo, non soltanto nel silenzio del nascondimento e della solitudine e nella vita comune condivisa con i fratelli, ma anche nel servizio umile e generoso verso tutti”. Lo ha affermato Benedetto XVI nell’omelia tenuta questa sera alla celebrazione ecumenica che ha presieduto con il primate anglicano Rowan Williams nella basilica di San Gregorio al Cielo per celebrare i mille anni del ramo Camaldolese dell’Ordine Benedettino e l’invio 1400 anni fa di 40 monaci per evangelizzazre l’Inghilterra. Il Pontefice ha ricordato che “ai tempi dell’umanesimo fiorentino le mura di Camaldoli hanno accolto le famose ‘disputationes’, alle quali partecipavano grandi umanisti quali Marsilio Ficino e Cristoforo Landino; negli anni drammatici della seconda guerra mondiale, gli stessi chiostri hanno propiziato la nascita del famoso ‘Codice di Camaldoli’, una delle fonti piu’ significative della Costituzione della Repubblica Italiana”.

PAPA: MONACI CAMALDOLESI HANNO AIUTATO COSTITUZIONE E CONCILIO (2)=
(AGI) – CdV, 10 mar. – E grandi figure di monaci camaldolesi hanno poi contribuito al rinnovamento della Chiesa negli anni del Conclio, ha riconosciuto Benedetto XVI alludendo al ruolo del teologo e mistico dom Giovanni Calati che degli eremiti di Camaldoli e’ stato a lungo priore generale.
“Il Monastero di San Gregorio al Celio – ha continuato il Pontefice – e’ il contesto romano in cui celebriamo il millennio di Camaldoli insieme con l’arcivescovo di Canterbury che, insieme con noi, riconosce questo Monastero come luogo nativo del legame tra il Cristianesimo nelle Terre britanniche e la Chiesa di Roma”. Un luogo che ha sviluppato con Canterbury e la Comunione Anglicana, soprattutto dopo il Concilio Vaticano II, legami ormai tradizionali”. (AGI) siz 101904 MAR 12

CHIESA: P. GARGANO, EVANGELIZZAZIONE INGLESI PARTI’ DA SAN GREGORIO AL CELIO =
QUESTA SERA NELLA CHIESA ROMANA SARANNO INSIEME BENEDETTO XVI E IL PRIMATE ANGLICANO WILLIAMS

Citta’ del Vaticano, 10 mar. (Adnkronos) – Proprio dal monastero camaldolese di San Gregorio al Celio parti’ nel 597 la missione di monaci che avvio’ l’evangelizzazione degli inglesi. E a San Gregorio si ritroveranno insieme stasera per i Vespri Benedetto XVI e il primate anglicano Rowan Williams. E’ quanto ha detto ai microfoni della Radio Vaticana, il rettore della Basilica di San Gregorio, padre Innocenzo Gargano. ‘San Gregorio al Celio – ha spiegato padre Gargano – e’ un monastero affidato agli eremiti di Camaldoli nel 1573 da Gregorio XIII. Quando e’ stato affidato questo luogo agli eremiti di Camaldoli, questo monastero di Roma aveva gia’ mille anni di storia, perche’ e’ stato fondato da Gregorio Magno nel 573′.

‘Ora perche’ – ha aggiunto – questo incontro del Papa Benedetto XVI, con l’arcivescovo di Canterbury, il primate della Comunione anglicana? Bisogna ricordare che da questo monastero di Roma, San Gregorio Magno, nel 597 invio’ 40 monaci a evangelizzare gli inglesi’.

‘Per cui gli inglesi – ha detto ancora padre Gargano – sono cristiani cattolici, a partire da questa missione dei 40 monaci presi dal Monastero del Celio, e inviati in Bretagna. C’e’ da aggiungere che i monaci inviati da Roma, hanno proliferato poi in Inghilterra; dai monasteri inglesi partirono dei monaci ad evangelizzare l’Olanda, la Germania, la Svizzera, l’Austria fino al fiume Elba. Per cui tutto il Centro Europa, in realta’, e’ frutto di questa intuizione di Gregorio Magno’. (segue)
CHIESA: P. GARGANO, EVANGELIZZAZIONE INGLESI PARTI’ DA SAN GREGORIO AL CELIO (2) =
(Adnkronos) – Quanto al millenario della fondazione del Sacro Eremo di Camaldoli, fondato da San Romualdo nel 1012, ‘a quei tempi – spiega ancora il religioso – non era molto facile attraversare gli Appennini. San Romualdo, che e’ di origine ravennate, per venire verso Roma, doveva attraversare questa catena montuosa, piu’ o meno vicino al Monte Falterona. L’Eremo di Camaldoli si trovava, di fatto, al confine tra l’impero bizantino di una volta, e cio’ che stava diventando ormai l’Italia dei comuni, poi delle signorie, etc…’.

‘Possiamo dire – ha spiegato ancora – che Camaldoli ha respirato, in qualche modo, con due polmoni: un polmone che veniva da Ravenna, quindi la tradizione bizantina, e un polmone che veniva da Roma. E da allora, i camaldolesi sono stati sempre un po’ come una specie di ‘comunita’ sulla soglia’. San Romualdo arrivo’ fino a Budapest, poi torno’ indietro; i suoi discepoli proseguirono, andarono avanti. Per cui i primi nostri santi, i primi nostri martiri camaldolesi, o discepoli di San Romualdo, sono persone che sono state martirizzate nei territori della Polonia, dell’Ucraina dell’Est, della Svezia e tutta la penisola scandinava’.

‘Il Consiglio Vaticano II ci ha trovati preparati perche’ questi laici, che durante il periodo fascista erano stati portati a Camaldoli da monsignor Montini, che poi sarebbe divenuto Paolo VI – ha raccontato ancora padre Gargano – contribuirono moltissimo a risvegliare un pochino le menti di Camaldoli, aprendoli alla modernita’ e quindi a sollecitarli ad un dialogo piu’ libero, piu’ approfondito, con i laici. In questo dialogo, una parte preponderante, l’hanno avuta gli ebrei che si sono riconosciuti fratelli a Camaldoli di noi cristiani, quelli che poi Giovanni Paolo II avrebbe chiamato ‘i nostri fratelli maggiori’. Proprio a Camaldoli, ogni anno, ci sono degli incontri tra ebrei e cristiani, che cercano di approfondire l’amicizia tra di noi’.

(Fpe/Ct/Adnkronos) 10-MAR-12 17:02

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