Nuovo documento vaticano sull’acqua: Stato regolatore, non necessariamente gestore


l’integrale sta qui
http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20120312_france-water_it.html

il passaggio sulla gestione integrata sta qui

Premesso che l’autorità pubblica mantiene la funzione normativa e di controllo, venendo al caso degli operatori privati nel settore dell’acqua, va detto che è impossibile stabilire regole o norme universali di collaborazione privato-pubblico. Se è comprensibile e logico che gli attori privati tendano a sviluppare attività redditizie, essi non devono dimenticare che l’acqua ha una valenza sociale e deve essere accessibile a tutti. A tal proposito, l’autorità deve garantire, mediante un’adeguata legislazione, che l’acqua mantenga la sua destinazione universale, «con particolare attenzione ai settori più vulnerabili della società»[42]. Gli attori privati, hanno un ruolo essenziale nel perseguimento dello sviluppo e nella gestione di varie risorse naturali e pertanto non ne vanno aprioristicamente esclusi. Essi, però, non debbono comportarsi come se l’acqua fosse un bene di tipo meramente mercantile, e non un «bene pubblico». Vanno, pertanto, orientati a seguire comportamenti «virtuosi», ossia gestioni dei servizi di distribuzione dell’acqua conformi alle esigenze del bene comune.

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