Sto leggendo con (discreto) interesse. Le “condizioni al contorno” dell’articolista appaiono sintetizzabili nella frase: “Ora si allontana la possibilità di avere un sistema maggioritario che consenta ai cittadini di decidere”. Dunque, è possibile scegliere in un sistema maggioritario.
Il paradosso dei gelatai di Nash indica *esattamente* l’opposto. Tralaltro la realtà dei fatti ci indica come un sistema perfettamente bipolare (che a me pare essere la faccia occulta del maggioritario, ma attendo smentite in merito) come quello americano permette a influenze esterne di rimanere dei fattori costanti che superano ogni alternanza.
E per tornare al proporzionale, io ci metterei la firma anche ora… (specialmente con le liste bloccate.)
sono due le scelte che dovrebbe offrire un sistema elettorale di una grande democrazia: la legittimazione diretta dei governi (che richiede di norma un certo livello di selettività, di dis-rappresentatività)e quello dei rappresentanti. La prima scelta è quella obiettivamente più rilevante visto che il potere tende a concentrarsi negli esecutivi.
Ci sono milioni di modi perché il sistema si “compensi” con quella che nello studio dei sistemi dinamici si chiama “retroazione”. Uno di questi sarebbe elezione diretta del premier ogni 4 anni e due anni dopo elezione dei parlamentari. Possibile che dall’america noi riusciamo sempre a importare solo il peggio del peggio?
analisi raffinata e realistca.
colpiscono, fra l’altro, le considerazioni circa il “futuro” dei cattolici del/nel PD…
Sto leggendo con (discreto) interesse. Le “condizioni al contorno” dell’articolista appaiono sintetizzabili nella frase: “Ora si allontana la possibilità di avere un sistema maggioritario che consenta ai cittadini di decidere”. Dunque, è possibile scegliere in un sistema maggioritario.
Il paradosso dei gelatai di Nash indica *esattamente* l’opposto. Tralaltro la realtà dei fatti ci indica come un sistema perfettamente bipolare (che a me pare essere la faccia occulta del maggioritario, ma attendo smentite in merito) come quello americano permette a influenze esterne di rimanere dei fattori costanti che superano ogni alternanza.
E per tornare al proporzionale, io ci metterei la firma anche ora… (specialmente con le liste bloccate.)
sono due le scelte che dovrebbe offrire un sistema elettorale di una grande democrazia: la legittimazione diretta dei governi (che richiede di norma un certo livello di selettività, di dis-rappresentatività)e quello dei rappresentanti. La prima scelta è quella obiettivamente più rilevante visto che il potere tende a concentrarsi negli esecutivi.
Ci sono milioni di modi perché il sistema si “compensi” con quella che nello studio dei sistemi dinamici si chiama “retroazione”. Uno di questi sarebbe elezione diretta del premier ogni 4 anni e due anni dopo elezione dei parlamentari. Possibile che dall’america noi riusciamo sempre a importare solo il peggio del peggio?