Primo tempo, secondo tempo … Mah!


Che senso ha rimandare a dopo le riforme (mercato del lavoro, status delle professioni, valore legale del titolo di studio, privatizzazioni vere …) e i tagli?

L’unica arma in mano al governo Monti rispetto al Parlamento è la condizione di emergenza. Attenuata questa con cosa lo convince il Parlamento a fare le riforme?

Spesso si tratta di riforme a costo zero e con pratiche largamente istruite. Se non le saldi alle tasse, come pensi di farle passare? (Cosa costa decidere di vendere due reti Rai o abolire il valore legale della laurea?)

E poi, con i margini di maggioranza che ha nelle Camere, anche se perde qualcosa gliene resta, eccome.

E poi per il mercato del lavoro rispolvera la concertazione. Perché per i tagli alle pensioni no e per il mercato del lavoro sì? Non è che imboccare proprio per questa issue la strada della concertazione, dopo esserne stato esentato ed essersi avvalso di questa esenzione, significa attribuire minore o poca o punta urgenza alla cosa?

Imporre tasse non è più semplice che imporre riforme e tagli. Eppure ha imposto solo tasse.

Sono disposto ad accettare queste tasse ed anche maggiori, ma senza riforme che senso hanno i sacrifici? Le tasse servono a tenere in piedi questo Stato, a mettere altra acqua dentro una vasca bucata. Le tasse costano e non spostano.

Esaurita la risorsa emergenza, dove troverà la forza Monti per fare riforme? O gli interessi politici che rappresenta (non quelli che lo hanno subito) è solo questo quello che volevano?

Le rivoluzioni si fanno quasi sempre in poche settimane. Altrimenti detto: quello che si vuol davvero fare, si fa subito.

 

2 Comments

  1. Stefano Ceccanti ha detto:

    Panebianco non sta in Parlamento, Ichino sì e qui spiega bene tutto.
    http://www.pietroichino.it/?p=18429
    ciò che si poteva fare con quello strumento e cosa si farà nelle prossime settimane.
    In particolare quella delle pensioni è solo un’accelerazione della Dini, concertata a suo tempo, non è nuova.
    Il Governo è stabilmente al 65% di popolarità, chi lo tocca o mette veti muore.

  2. Carlo Riviello ha detto:

    a Stè, tutto stò zelo….eddài, sù, l’Immacolata è domani.

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