Allora, Monti ha fatto il primo passo …


Monti ed il suo governo hanno fatto il primo passo.

Solo tagli. (Più qualche gesto strappa lacrime al posto della rescissione dei vari conflitti di interesse.)

E la crescita? (Mercato del lavoro, liberalizzazioni, professioni, famiglia, abolizione del valore legale del titolo di studio …) Quando?

Per ora la linea del governo, questo sì, non è di destra né di sinistra, ma statalista e lo statalismo è di destra e di sinistra (vedi l’ultimo post di Giorgio A.). Mettere tasse è un modo di sacrificare una quota ancora maggiore delle risorse ancorain circolazione a questo Stato, così com’è.

Non sono contro i sacrifici, ma i sacrifici prendono senso dallo scopo, e lo scopo, per ora, è salvare lo Stato così come è.

5 Comments

  1. Giovanni Guzzetta ha detto:

    Sinceramente temevo peggio sul piano qualitativo…
    Vedo alcune cose molto importanti: riforma pensioni, svuotamento province, liberalizzazione sperimentale del commercio, liberalizzazione rinviata a termine certo (sic)degli ordini professionali, taglio di enti e autothority.
    Mancano capitoli fondamentali per la crescita. La cedola staccata alla sinistra massimalista sul mercato del lavoro è un macigno che resta.
    Si fa cassa più con le tasse che con i tagli (quello alla sanità è finto, perché aumenteranno le aliquote addizionali regionali)
    Manca lo scopo? Direi abbastanza (intanto si sceglie di salvare lo stato così com’è). Forse lo scopo dovrebbe definirlo la politica (che manca).
    questioni aperte:
    1. la politica rinascerà o in Italia il governo tecnico è il massimo possibile del governo politico ?
    2. Avremo un po’ d’orgoglio per chiedere all’Europa di fare ciò che deve o resteremo con il nostro senso di colpa e con il cappello in mano aspettando che l’inerzia comunitaria renda anche questa quinta manovra annuale insufficiente?
    3. stiamo buttando il bambino (bipolarismo = governi pre e non post-elettorali) con l’acqua sporca (la sopravvivenza di pratiche primorepubblicane che hanno ucciso la seconda repubblica)?

  2. Carlo Riviello ha detto:

    va riconosciuto tuttavia nella riforma pensionistica un elemento assai qualificante del “pacco”.

  3. Giorgio Armillei ha detto:

    Estnsione dell’IMU sugli immobili (a compensazione della riduzione del fondo di riequilibrio dallo stato ai comuni) e riforma pensionistica mi sembrano due cose serie. E in linea con una prospettiva di sviluppo. Aspettiamo la fase 2.

  4. Luca ha detto:

    Aspettiamo pure, per carità … Anzi: aspettiamo e speriamo.
    Ma pensioni ed IMU, in sé positive, per sè non cambiano il profilo del modello.
    E poi, perché sarebbero “sviluppo”?

  5. Francesco Russo ha detto:

    Porta pazienza… occorre per forza aspettare la fase 2: primo, perchè non c’è alternativa (è solo populismo e demagogia denunciare le “iniquità” della manovra dimenticando che il governo Monti è stato formato proprio allo scopo di prevenire la più grande delle iniquità ossia il CRAK economico, finanziario e sociale dell’Italia); secondo, certamente molte cose devono essere corrette ma almeno un anno di “cura da cavallo” è inevitabile; tuttavia, è indispensabile avviare una politica per la crescita economica e personalmente valuterò la bontà della manovra solo fra un anno, quando si potranno tirare le somme. Inoltre, come giustamente osserva Giovanni Guzzetta, oggi è forte il pericolo che in questa fase vada nel dimenticatoio la questione fondamentale della riforma elettorale (nonostante il successo della raccolta firme per il referendum) e che si possa scivolare verso il proporzionalimo… ma questa è un’altra storia. Buon Natale a tutti. Francesco Russo

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