Date un’occhiata …


Vi suggerisco di dare un’occhiata a …

l’editoriale di Scalfari su “la Repubblica” di oggi, tanto la parte istituzionale quanto quella ecclesiastica;

la combinazione (che il vecchio Brera avrebbe definito “rocciosa”) Guido Rossi + Bruno Forte sul “Sole” di oggi.

A me pare che in quella (unica) prospettiva non resti più alcuno spazio per democrazia, mercato e libertà cristiana.

Mi sbaglio?

 

Ps.

Ma che ci fa il Pd con vittorie come quelle del referendum sull’acqua e del governo Monti?

5 Comments

  1. Carlo Riviello ha detto:

    Un serio centro-destra di stampo ordoliberale (sozial marktwirtschaft) si è installato al governo del Paese, tutt’uno con lo stato di eccezione di stampo schmittiano che caratterizza la situazione interna ed internazionale.

    A tal proposito verrebbe da suggerire, fra le altre, la lettura del Ferrara di giornata:

    http://www.ilgiornale.it/interni/adesso_frau_merkelavra_suddito_piu/governo_monti-angela_merkel-spread/20-11-2011/articolo-id=557951-page=0-comments=1

    anche a dispetto della obiettiva coincidenza con la controversa idea sulla BCE “prestatore di ultima istanza” di un Guido Rossi.

    E Scalfari – che da buon reazionario stavolta un po’ c’azzecca e con ciò disvela forse involontariamente il gioco – s’illude nel cercar di sapere dai “ministri cattolici” del Governo Monti se sono cattolici adulti, come si definì Romano Prodi, “che non accettano deleghe da parte della gerarchia”, quando è evidente l’imprinting vaticano ed episcopale su di loro e sull’intera operazione (con riferimento al quale però s’avverte, come al solito, anche un forte odor di lenticchie…).

    Quanto al PD (in tutte le sue componenti ivi comprese quelle c.d. “liberal” più entusiastiche, ma per motivi che sembrerebbero anche un pò tattici, se non ci fosse l’onesto Tonini a darne spiegazione e legittimazione, ieri su L’Unità) un po’ viene da ridere, e da piangere ad un tempo: avevano la vittoria in tasca, ma il paradosso potrebbe condurli a cavalcare (o a subire?) senz’altro a ragione le annunciate (?) ricette di flexicurity, al prezzo di un esito inintenzionale e del tutto incalcolato, ossia la fine del tanto agognato assetto bipolare (verrebbe da dire: fin troppo idolatrato).

    L’ultima (vera) chance è per i (veri) liberi e i (veri) forti…nevvero caro Luca?

  2. Stefano Ceccanti ha detto:

    altro che tattica. E’ da un anno e mezzo, dal patto euro plus, che perseguiamo questo obiettivo. Basti leggere ad esempio qui
    http://www.federalismi.it/ApplMostraEdit.cfm?eid=208&content=Tra+nuova+governance+europea+e+crisi+di+governo.+Chi+si+far%C3%A0+carico+della+stringente+'responsabilit%C3%A0+europea‘?&content_auth=Stefano+Ceccanti+

    Si è determinata una grandissima coalizione che va dall’ultimo dei vescovi fino a scalfari e dove ognuno ovviamente ci mette del suo.
    Quanto al bipolarismo credo abbia i secoli contati come il capitalismo..andava salvato inisme al capitalismo dalla caricatura berlusconiana.

  3. Carlo Riviello ha detto:

    dall’ultimo dei vescovi sino a Scalfari…Dio ne scampi, verrebbe – laicamente – da dire.
    e i bipolaristi dovranno pur chiedersi se non accadrà proprio a loro ciò che fu detto dei capitalisti: di fornire la corda con cui verranno impiccati.

  4. Stefano Ceccanti ha detto:

    ma a te sembrava una cosa sana per l’Italia andare a votare tra Berlusconi e l’alleanza di Vasto? Erano due corde diverse, ma l’esito era l’impiccagione comunque..

  5. Antonio Emanuele ha detto:

    credevo che già da alcuni anni ci trovassimo in una situazione schimttiana interna prodotta per via elettorale. Il guaio è che andava bene anche a parte dell’opposizione. Per il resto, se fossimo andati a votare ci sarebbe toccato il brodo delle 11. Amen

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