La crisi non tocca le armi


di Tonio Dell’Olio

Fabio Mini non è il militante di un movimento pacifista, né un nonviolento convinto e radicale. Al contrario è un generale dell’esercito, ex comandante della Kfor in Kosovo ed ex Capo di Stato Maggiore del Fronte sud della Nato. Insomma uno che ha speso una vita nelle forze armate e per questo ne conosce bene pregi e difetti. Sa bene di cosa parla. In un interessante articolo su L’Espresso (13 ottobre 2011), espone con competenza e con precisione gli sprechi della Difesa nel nostro Paese. Spese inutili, appesantimenti dannosi e privilegi scandalosi che vanno nella direzione contraria a quella indicata dallo stesso governo per uscire dalla crisi. C’è davvero bisogno di tagliare il nastro del record assoluto che fa del nostro esercito quello col maggior numero di generali? Ne abbiamo uno ogni 356 militari in servizio e un maresciallo ogni tre militari, esattamente 57.000. E poi ci sono mezzi acquistati a caro prezzo e ormai strategicamente inutili che vengono rottamati senza aver mai sparato un colpo. Per non parlare (ma parliamone!) dei 18 miliardi preventivati per acquistare 96 Eurofighter e dei 15 miliardi per i 131 cacciabombardieri JSF. Avete mai sentito parlare di proposte di tagli in questo settore?

(www.mosaicodipace.it , rubrica “Mosaico dei giorni”, 25 ottobre 2011)

2 Comments

  1. Luca ha detto:

    La nostra flotta di sommergibili e l’equipaggiamento dell’Arma dei carabinieri, una delle cose per cui potremmo davvero essere utili al global political system stanno invecchiando pericolosamente. E la cosa non va per nulla bene. Per non parlare delle nostre forze speciali delle truppe di montagna e le portaerei tattiche!

  2. Giovanni Bianco ha detto:

    Tuttavia la ricostruzione che emerge dall’articolo de “L’Espresso” citato da Dell’Olio è ben diversa, si parla di “spese inutili” e “privilegi scandalosi”.

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