Il buon politico secondo Don Sturzo


di Tonio Dell’Olio

“C’è chi pensa che la politica sia un’arte che si apprende senza preparazione, si esercita senza competenza, si attua con furberia. È anche opinione diffusa che alla politica non si applichi la morale comune, e si parla spesso di due morali, quella dei rapporti privati, e l’altra (che non sarebbe morale né moralizzabile) della vita pubblica. La mia esperienza lunga e penosa mi fa invece concepire la politica come saturata di eticità, ispirata all’amore per il prossimo, resa nobile dalla finalità del bene comune”.

Decalogo del buon politico:

1. È prima regola dell’attività politica essere sincero e onesto. Prometti poco e realizza quel che hai promesso.

2. Se ami troppo il denaro, non fare attività politica.

3. Rifiuta ogni proposta che tenda all’inosservanza della legge per un presunto vantaggio politico.

4. Non ti circondare di adulatori. L’adulazione fa male all’anima, eccita la vanità e altera la visione della realtà.

5. Non pensare di essere l’uomo indispensabile, perché da quel momento farai molti errori.

 6. È più facile dal No arrivare al Si che dal Sì retrocedere al No. Spesso il No è più utile del Sì.

7. La pazienza dell’uomo politico deve imitare la pazienza che Dio ha con gli uomini. Non disperare mai.

8. Dei tuoi collaboratori al governo fai, se possibile, degli amici, mai dei favoriti.

9. Non disdegnare il parere delle donne che si interessano alla politica. Esse vedono le cose da punti di vista concreti, che possono sfuggire agli uomini.

10. Fare ogni sera l’esame di coscienza è buona abitudine anche per l’uomo politico. Don Luigi Sturzo 

(www.mosaicodipace.it , rubrica “Mosaico dei giorni”, 28 giugno 2011)

3 Comments

  1. Stefano Ceccanti ha detto:

    il secondo capoverso del punto 1 è molto poliarchico e sussidiario…

  2. Giovanni Bianco ha detto:

    Personalmente lo interpreto diversamente: è un corollario di quanto affermato nel primo capoverso del punto 1, un risvolto pratico indispensabile dell’etica politica, peraltro così poco ascoltato (anche in passato, da chissà quanti democristiani…così inclini al clientelismo…). Comunque, vi si può cogliere anche l’aspetto che tu rilevi (con qualche forzatura), sai bene, però, che intendo in un senso non proprio conforme al tuo il sostantivo “poliarchia”.

  3. Stefano Ceccanti ha detto:

    sì, ma quello è per l’appunto Sturzo, per cui diciamo che potrebbe essere anche nel senso in cui lo intendo io, il che poi non è senza rapporto con quello in cui lo intendi tu, se l’area della gestione diretta è più ampia e politicamente discrezionale le tentazioni per chi sta al governo aumentano

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