Relazioni industriali: un passo importante.


 

 

 per utile documentazione e rassegne odierne:

http://www.adapt.it/acm-on-line/Home/BollettinoAdapt/Speciale.html

 

21 Comments

  1. Giovanni Bianco ha detto:

    E’un passo importante o un passo indietro?
    Ci si informi adeguatamente sulla posizione della Fiom.

  2. Carlo Riviello ha detto:

    nessuna meraviglia, Giovanni, è la tua solita recita.

    in proposito ha parlato Camusso oggi:

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-06-29/camusso-fiat-coperta-accordo-203344.shtml?uuid=AaWMo5jD

    se ti va d’informarti davvero.

  3. Giovanni Bianco ha detto:

    Non attribuirmi atteggiamenti che non mi appartengono (qui non si recita ma si riflette e si discute), consentimi di esprimere i miei dubbi e leggi attentamente la posizione ufficiale della Fiom e di quanti hanno manifestato perplessità.

  4. Carlo Riviello ha detto:

    il tuo “qui si riflette” sa molto di accademico (e assomiglia molto al “qui si lavora!” del ventennio che fu)
    magari fosse così, dubbi sempre benvenuti.
    ma consentimi, e in tutta amicizia: metti da parte le “posizioni ufficiali”, della Fiom come la tua, e vedi di studiare, Giovanni, studiare (davvero) e pensare, almeno un pò.

  5. Giovanni Bianco ha detto:

    Questo è l’invito che rivolgo con tutta franchezza a te (che torni ad essere fuori luogo e sopra le riga e come sempre piuttosto pregiudiziale e non in grado di accettare un confronto sereno e costruttivo), visto che personalmente non ne ho proprio bisogno.

  6. Giovanni Bianco ha detto:

    Aggiungo: i lavoratori hanno il diritto di votare sugli accordi che li riguardano?
    Inoltre:la Fiom sostiene giustamente che l’intesa non può essere valida se non è approvata dai lavoratori iscritti alla Cgil, così richiamando lo Statuto del medesimo sindacato.
    Infine: non un bolscevico, ma il responsabile lavoro e welfare dell’Idv,Zipponi, ha ricordato che il suo partito da tempo ha presentato in Senato una proposta di legge per garantire ai lavoratori sulle condizioni di lavoro.

  7. Giovanni Bianco ha detto:

    Errata corrige: “una proposta di legge per garantire ai lavoratori il diritto di decidere sulle condizioni di lavoro” e non “una proposta di legge per garantire ai lavoratori sulle condizioni di lavoro”.

  8. Carlo Riviello ha detto:

    per gli aspetti tecnici rinvio al commento di Ichino, che non è un pericoloso reazionario, e trovo condivisibile:

    http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002386.html

    quanto a Fiom (e Zipponi), non fanno sindacato, ma altro.
    e qui ti auguro la buonanotte, amico mio!

  9. Giovanni Bianco ha detto:

    Mi segnali un’importante opinione di cui si può discutere civilmente, com’è mia abitudine, senza ritenere che chi la pensa diversamente non pensi (o non “pensi bene”, questo si, consentimi l’ironia, un retaggio del ventennio nero) o non sappia valutare criticamente gli eventi ed i testi informandosi adeguatamente, senza affermare che chi dissente non fa sindacato ma altro.
    Dal mio punto di vista mi chiedo problematicamente, a prescindere dalle posizioni ufficiali, se fosse stato possibile cercare un’altra soluzione e se il citato disegno di legge dell’Idv non presenti aspetti meritevoli di approfondimento e di valorizzazione. In particolare, mi riferisco, tra i diversi profili, al richiamo ai principi contenuti negli artt.39,40,46 Cost. ed all’opportunità di attuare l’art.39 Cost.; all’interessante idea che anche i sindacati dovranno subordinare le loro scelte alla volontà dei lavoratori direttamente interessati, pure allo scopo di determinare un’evoluzione democratica e sinergica delle relazioni industriali al fine di realizzare la democrazia industriale, la democrazia in fabbrica.

  10. Carlo Riviello ha detto:

    e dàlli con la fissa della legge.

    Se ti vai, non dico a studiare, ma semplicemente a leggere il testo dell’intesa, troverai in cima a tutto che la volontà delle parti è quella di “definire pattiziamente le regole in materia di rappresentatività delle organizzazioni sindacali dei lavoratori”.

    dunque una soluzione che – anche a dispetto di autorevoli proposte legislative (fra gli altri Cazzola e lo stesso Ichino, oltre al tuo Zipponi) – conferma una volta di più la scelta di escludere l’intervento dello Stato nelle dinamiche interne del sistema delle relazioni industriali, in favore dell’autonoma capacità regolatrice dei suoi attori: organizzazioni datoriali e sindacali libere che liberamente contrattano nel rispetto di reciproci interessi e con il consenso dei rappresentati.
    E senza replicare forme di rappresentanza proprie del sistema politico, o come ipotizzato (si può dire? in maniera sbagliata) dalla Costituzione all’art.39, forme di “controllo” statale del libero fenomeno sindacale.

    Anche senza una legge di forzoso “sostegno” dell’accordo, questo può ben dispiegare i suoi effetti , semplicemente, nella concreta dinamica della contrattazione collettiva e, in particolare, della contrattazione aziendale svolta da organizzazioni sindacali espressione della maggioranza dei lavoratori, in virtù delle deleghe ricevute dal ccnl – o delle deroghe ad esso – e non rimessa al vaglio del Legislatore o di un magistrato, ma secondo quel principio di effettività che ha sempre guidato il sistema.

    Dopodichè, l’intesa è da giudicare, laicamente, solo un punto di partenza, il cui successo è rimesso alla capacità delle parti (e solo ad essa) di farlo rispettare.

    Posso capire che a te sembri una roba da internamento, ma è così: si chiama democrazia e libertà sindacale, bellezza!

  11. Giovanni Bianco ha detto:

    E’ un punto di vista, non è nè un dogma di fede nè un assunto sostenendo il quale siamo abilitati ad affermare che chi muove da altre angolazione sia sprovvisto di argomentazioni.
    Quindi non posso che ribadire un aspetto:la democrazia industriale,anche in attuazione dell’art.46 cost., deve poter comportare il diritto dei lavoratori a votare gli accordi che li riguardano. Inoltre, cito Zipponi senza alcuna partigianeria (quindi “il tuo Zipponi” suona stonato”) e ti assicuro che non è l’unico su questa lunghezza d’onda. Infine, il disegno di legge in questione è, a mio parere, apprezzabile e si pone seriamente il problema della realizzazione della democrazia in fabbrica (il che non significa che non sia migliorabile o che si debba redarguire in suo nome chi non è d’accordo).

  12. Stefano Ceccanti ha detto:

    A me sembra che qui ci sia un saggio punto di equilibrio tra democrazia rappresentativa e democrazia diretta (uno tra quelli possibili, certo, ma tutto neanche qui può risolversi per via di democrazia diretta), checché ne dica Zipponi, già responsabile lavoro di Rifondazione.
    Se ci si riesce per via di accordo va benissimo,altrimenti andava fatta una legge e, anche una revisione del 39 che, come tale, non funziona come ho spiegato nel mio ddl che si legge qui
    http://parlamento.openpolis.it/atto/documento/id/56780
    e non per il richiamo al metodo democratico che è giustissimo.
    Questo accordo andava fatto perché la Fiom aveva scelto nei mesi scorsi la via giudiziaria che necessitava una replica in termini di norme riconoscibili, altrimenti saremmo precipatati nella totale incertezza del diritto.

  13. Giovanni Bianco ha detto:

    Sono osservazioni meritevoli di attenzione, pur non condividendo alcuni aspetti.
    Anzitutto, non mi pare che da parte della Fiom ci sia l’intenzione di precipitare in un pericoloso vuoto normativo.
    Si può non essere d’accordo sulle sue tesi, però si riconosca che è forte,anche da parte del segretario della Fiom, l’esigenza di una disciplina legislativa (e sue recentissime dichiarazioni, pure critiche verso la Camusso pure con riguardo all’applicazione dello Statuto della Cgil, lo confermano).
    Quanto a Zipponi, le sue tesi sono pure abbastanza condivisibili (pur se da problematizzare, eventualmente se necessario da confutare) nel senso che si pongono la questione della “democrazia industriale” e della migliore attuazione degli artt.39,40 e 46 Cost. In tal senso non posso che ribadire che il disegno di legge dell’Idv presenta taluni profili accettabili, con ciò non volendo apparire quale un apologeta della più totale democrazia diretta nelle fabbriche. Essa è necessaria ma entro determinate regole che consentono il suo bilanciamento con la democrazia rappresentativa. Tuttavia se si supera una determinata soglia, se cioè la si intende sminuire o sacrificare eccessivamente, non posso che manifestare il mio profondo dissenso.
    Quanto all’art.39, la sua modifica è una “vexata questio”, al punto che Giannini (come pure altri) nelle sue “Lezioni di diritto costituzionale” la indicava come uno dei due esempi paradigmatici di irriducibile dualismo tra la “Costituzione formale” e la “Costituzione vivente”.L’altro esempio che citava è, come noto, l’art.49 Cost., la norma costituzionale che disciplina i partiti politici.
    Ma resta, ovviamente, la questione del come modificare la norma e sul punto le proposte sono variegate.

  14. Pietro Giordano ha detto:

    Giovanni….

    Prima il problema era la Cisl…adesso è la CGIL….mettetevi d’accordo con voi stessi…e sopratutto se la FIOM non condivide la firma, esca dalla CGIL e realizzi un sindacato libero, indipendente e fesserie varie…

    Il problema vero, purtroppo è ancora una volta è il PD, Fassina poteva evitare di sbilanciarsi a favore di una CGIL che non mi sembra proprio riformista….e men che meno lo è la FIOM…

    Nessuna legge. La finisca lo Stato ed il Parlamento di entrare nelle questioni sociali, arrivando a voler regolamentare anche come si fa l’amore tra un uomo e una donna, o tra due donne, o tra due uomini….

    La Cisl ha un modello di democrazia che nulla ha a che vedere con la democrazia (?) assembleare a cui si riferisce la Fiom.

    Noi rispettiamo la loro, che loro rispettino la nostra. Una legge finirebbe col colpire una o l’altra parte.
    Le parti sociali si regolamentino da se.
    Se legge ci deve essere può essere una legge quadro che rispetti sempre la volontà delle parti. Poi rifletti…la pensi come Marchionne, anche lui, guarda caso, vuole una legge….

    Un cosa è certa, l’accordo pone fine ad una velleitaria e inesistente egemonia culturale di gramsciana memoria della CGIL.

    Cisl e Uil insieme rappresentano più lavoratori di quanti ne rappresenta la CGIL.

    Con le RSA si riconosce il modello CISL di democrazia e non la democrazia di mandato della CGIL…

    Un’epoca è finita, purtroppo il PD non se n’è accorto…

  15. Giovanni Bianco ha detto:

    Caro Piero,
    rispetto le tue opinioni, come sempre espresse efficacemente e dialoganti, ma anche questa volta siamo su una diversa lunghezza d’onda.
    Nel Pd non ho notato prese di posizioni così nette a favore della Cgil, qualcuna c’è stata. Dire che quest’ultimo sindacato non sia riformista mi sembra eccessivo.
    La Fiom ha posto un problema serio alla Camusso: applicare lo Statuto di questo sindacato, come ho suscritto.
    Una nota positiva, comunque, c’è, e non posso che riconoscerlo: la ricerca, tutt’altro che facile, di una soluzione comune ed ampiamente condivisa, tuttavia il metodo lascia a desiderare e non poco.

  16. Pietro Giordano ha detto:

    Contratti e rappresentanza: approvato dal direttivo CGIL il dispositivo con 117 sì, 21 no, 1 astenuto
    05/07/2011 Condividi su: condividi su Facebook condividi su Twitter

    Il Direttivo Nazionale della CGIL, riunito oggi nella sede di Corso d’Italia, ha approvato con 117 voti favorevoli, 21 contrari e 1 astenuto il dispositivo finale, proposto dalla Segreteria, sull’ipotesi di accordo del 28 giugno scorso raggiunto con Confindustria, CISL e UIL, su contratti e rappresentanza.

    Su questo testo, a partire dalla prossima settimana e fino al 17 settembre, si pronunceranno gli iscritti dipendenti delle aziende afferenti al sistema contrattuale di Confindustria, ai sensi dell’art. 6, titolo I, lettera “b” dello statuto della CGIL. L’esito del pronunciamento sarà vincolante per la CGIL e per le sue articolazioni confederali, territoriali e di categoria a tutti i livelli.

  17. Giovanni Bianco ha detto:

    Quindi si procederà nel rispetto delle norme statutarie.

  18. Pietro Giordano ha detto:

    Giovanni….la consultazione è prevista anche dallo Statuto della Cisl…..e si è sempre fatta…..

    Come fu fatta anche quando vincemmo alla Fiat….due volte….con il referendu…..

  19. Giovanni Bianco ha detto:

    Certamente, ma la questione è stata ora posta,in particolare dalla Fiom, con riguardo allo Statuto della Cgil.

  20. Pietro Giordano ha detto:

    Giovà….questo è fumo….

    la Fiom è minoranza sia in CGIL, sia nel sindacato, sia nel Paese….il resto è poesia….

  21. Giovanni Bianco ha detto:

    E’una minoranza attiva ed importante, non puoi sottovalutarla, ha un suo peso sociale e politico.

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