Ancora Acqua- come la vede Calvo su Europa, quotidiano del Pd


ACQUA ■ E-MAIL DI BERSANI ALLA BASE DEL PD, MA “DIMENTICA” IL SECONDO QUESITO
Dem incerti: c’è una posizione vincolante?

In principio fu libertà di scelta. Poi sopraggiunse la decisione più facile, soprattutto sul piano comunicativo: 4 Sì. Più si avvicina il giorno del voto, però, e più tra i Democratici crescono i dubbi, alimentati anche da alcune ambiguità provenienti direttamente dal Nazareno. C’è un’indicazione di voto del Pd sul secondo quesito (quello che riguarda i profitti nella gestione dell’acqua)? E se c’è, essa è vincolante per gli iscritti al partito? La questione è stata sollevata da Pietro Ichino, il quale, pur essendo esplicitamente orientato a segnare No sulla scheda gialla e su quella grigia (sul nucleare), in un post sul suo blog spiega che comunque voterà Sì per «la massima lealtà nel voto» nei confronti del proprio partito. Al giuslavorista Ichino risponde il costituzionalista Stefano Ceccanti, che, statuto del Pd alla mano, dimostra come la scelta di voto in occasione dei referendum non sia compresa tra i doveri vincolanti di elettori e iscritti al partito.
Ceccanti (che invece voterà No al secondo e al terzo quesito) spiega che la lealtà verso il partito può spingere semmai a «spiegare correttamente oltre alla propria anche la posizione ufficiale del Pd; motivare in forma ragionata il proprio eventuale dissenso senza presentarlo rispetto alla posizione ufficiale del Pd come la verità rispetto all’errore; chiarire perché tale dissenso sta comunque dentro ai princìpi ispiratori che guidano la propria scelta di decisione al Pd». Ichino resta incerto («Sul dato statutario testuale ben può costruirsi anche la tesi più estensiva circa il contenuto della disciplina di partito nelle consultazioni referendarie»), ma accetta l’interpretazione di Ceccanti e la gira per chiarimenti alla segreteria nazionale del partito. Dalla quale, fino a ieri, non era giunta risposta.
Anche perché se Bersani continua a ostentare ottimismo sul raggiungimento del quorum, riguardo soprattutto al quesito sui profitti nella gestione dell’acqua tra i dem i dubbi ci sono. «Il referendum da solo non risolve il problema normativo – ammette il segretario – e sull’acqua noi abbiamo idee chiare su cosa deve succedere dopo. Le norme esistenti non sono congrue, perciò le abolisco e le sostituisco». La campagna comunicativa del Pd, però, mantiene una certa ambiguità, non “sdoppiando” i due quesiti sull’acqua. E ieri, in una e-mail a firma di Pier Luigi Bersani inviata agli iscritti al Pd Network, si invitava a votare Sì «contro la legge sul legittimo impedimento», «contro il piano nucleare del governo», «contro la legge sulla privatizzazione forzata nella gestione dell’acqua». Del secondo quesito non c’è traccia.

Rudy Francesco Calvo

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