UniBo: Fede e laicità dialogano nel Cortile dei Gentili


CULTURA
Fede e laicità dialogano nel Cortile dei Gentili
Il rettore Dionigi: “L’attenzione alla sfera religiosa non ha solo diritto, ma anche dovere di piena cittadinanza fra le mura dell’Alma Mater
di ILARIA VENTURI

Si apre in Ateneo il «Cortile dei Gentili», il luogo che nell´antico Tempio di Gerusalemme accoglieva i non israeliti e che il Papa Benedetto XVI oggi ha voluto come spazio di dialogo tra credenti e non. È un progetto affidato a monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, e che il cardinale ha scelto di tenere a battesimo all´Alma Mater. In un´università laica e pubblica. L´iniziativa sarà presentata sabato 12 febbraio in Santa Lucia (ore 10) da Ravasi e dal rettore, con gli interventi dello scienziato Vincenzo Balzani, del costituzionalista Augusto Barbera e dei filosofi Massimo Cacciari e Sergio Givone e le letture di Anna Bonaiuto da Agostino, Pascal e Nietzsche. Il debutto della fondazione «Cortile dei Gentili» è previsto a Parigi con il coinvolgimento di istituzioni come la Sorbona, l´Unesco, l´Académie de France e Notre Dame. Ma l´anteprima avverrà a Bologna.

“L’atto che si svolgerà in Università sarà la prolusione di un itinerario di dialogo e di ricerca dalle tappe molteplici”, spiega Gianfranco Ravasi, che ha comunicato la decisione a Ivano Dionigi a luglio. “Un bel regalo per la comunità universitaria e per la città”, commenta il rettore. “L’Università forte della sua storia e autonomia non teme nessuna sfida culturale, anzi si confronta con qualunque interlocutore: è la forza del sapere”. Un’iniziativa di frontiera attorno alle domande ultime, per indagare, come ha fatto il cardinale Martini con la “cattedra dei non credenti” a Milano, la spiritualità degli atei, di chi, e sono le parole del Papa, “non vorrebbe rimanere semplicemente senza Dio, ma avvicinarlo almeno come Sconosciuto”.

“Se l’Alma Mater è la comunità di donne e uomini liberi che studiano e che formano generazioni di giovani, allora anche l’attenzione alla sfera religiosa ha non solo diritto, ma pure dovere di piena cittadinanza tra le nostre mura”, ricorda Dionigi. “In un momento in cui siamo travolti dalla sovrabbondanza dei mezzi, occorre riflettere sui fini – conclude – con questa iniziativa il dialogo va in cattedra e così assolviamo al nostro compito: adoperarci per ridurre i conflitti di ignoranza. Tutto ciò senza abdicare alla laicità che è condizione naturale dell’uomo che ricerca”. Di laicità come metodo parlerà Augusto Barbera; Vincenzo Balzani proporrà un’alleanza per custodire il pianeta. I filosofi affronteranno temi di confine: l’ateismo nella cristianità, il rapporto tra filosofia ed esperienza religiosa.

(04 febbraio 2011)

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