Galeazzi parla del mio libro e di B XVi su Giovanna D’Arco


in effetti il discorso su Giovanna D’Arco era piuttosto interessante…grazie a Giacomo

dal blog di Giamo Galeazzi

5/2/2011

Al cattolico perplesso

VATICANISTA DE LA STAMPA

Benedetto XVI, da Papa teologo e pastore, ci insegna senza sosta a leggere la democrazia e la laicità dal puntodi vista della fede.Il rapporto tra cattolici e politica vive di crisi cicliche. Oggi viviamo una di queste crisi. Nel saggio “Al cattolico perplesso”(editore Borla) il costituzionalista e senatore Stefano Ceccanti, ex presidente della Fuci, si affida alla memoria storica per dimostrare come i cattolici del passato si siano trovati in condizioni analoghe a quelle attuali. E in 170 densissime pagine offre interessanri chiavi di lettura per interpretare il presente. Da leader del movimento studentesco cattolico, Ceccanti ha vissuto la crisi di fine anni 70, quella del riflusso cattolico. Oggi, da parlamentare e intellettuale cattolico, si ritrova a fare i conti con il bipolarismo e si fa portavoce dei “cattolici perplessi” offrendo loro una guida. Utile sia ai pastori della Chiesa e chi abbia responsabilità formative nella comunità ecclesiale, sia a quanti intendano coiniugare fede religiosa e impegno nella polis. Il «big bang» dell’odierna fase storico-politica risale ai primi anni Novanta, cioè alla transizione al bipolarismo. Per inquadrare il presente, Ceccanti approfondisce storicamente l’impegno politico dei cattolici in Italia e in Europa. Nel 1994, con le prime elezioni del maggioritario, finisce l’unità politica dei cattolici. Pochi anni e la democrazia si ritrova alla prova del capitalismo contemporaneo e della nuova insicurezza internazionale, sottolinea Ceccanti.In una recente udienza generale, Benedetto XVI ci ha consegnato una panoramica di grande spessore sul rapporto fra fede e politica, evidenziando come la santità di Giovanna d’Arco, nel suo “legame tra esperienza mistica e missione politica”, rappresenti un faro per chi è impegnato nella gestione della cosa pubblica.Parlando della giovane santa francese, nata nel 1412 ed arsa viva sul rogo come eretica nel 1431, prima di essere riabilitata dalla Santa Sede alcuni anni dopo, il Papa ne ha ricostruito la biografia accostandola a quella di santa Caterina da Siena: “due giovani donne del popolo, laiche e consacrate nella verginità”, “mistiche impegnate” fuori dal chiostro, “in mezzo alle realtà più drammatiche della Chiesa e del mondo del loro tempo”. Con un’infanzia turbata dal pericolo dell’invasione lorenese e dalla Guerra dei Cento Anni, Giovanna crebbe in una Francia indebolita dalle divisioni insorte fra la casa d’Orléans e quella di Borgogna. A soli 17 anni iniziò la sua azione politica e, dopo aver cercato di mediare senza successo una vera pace tra armate francese e inglesi, si mise alla testa di una spedizione militare che portò alla liberazione di Orléans.“La liberazione del suo popolo – ha detto il Papa – è un’opera di giustizia umana, che Giovanna compie nelle carità, per amore di Gesù. Il suo è un bell’esempio di santità per i laici impegnati in politica, soprattutto nelle situazioni più difficili”. In seguito, dopo la battaglia a Compiègne, venne catturata dai Borgognoni, il Re di Francia non fece alcuno sforzo per ottenere il suo rilascio e dunque venne venduta agli inglesi. Processata da giudici ecclesiastici venne quindi riconosciuta eretica e condannata al rogo. “I giudici di Giovanna – precisa Benedetto XVI – sono radicalmente incapaci di comprenderla, di vedere la bellezza della sua anima: non sapevano di condannare una Santa. Vengono alla mente le parole di Gesù secondo le quali i misteri di Dio sono rivelati a chi ha il cuore dei piccoli, mentre rimangono nascosti a dotti e sapienti”. Per questo, anche l’appello di Giovanna al giudizio del Papa viene respinto dal Tribunale: “Questo processo è una pagina sconvolgente della storia della santità e anche una pagina illuminante sul mistero della Chiesa, che, secondo le parole del Concilio Vaticano II, è allo stesso tempo santa e sempre bisognosa di purificazione”.Occorrerà attendere circa 25 anni affinché nel 1456 Papa Callisto III, al termine di una seconda inchiesta, dichiari la nullità di tale processo. Beatificata nel 1909 da Papa Pio X sarà quindi Benedetto XV a canonizzarla nel 1920 e a dichiararla patrona di Francia. “Una luminosa testimonianza” per i nostri giorni, ha precisato il Papa: “Santa Giovanna d’Arco ci invita ad una misura alta della vita cristiana: fare della preghiera il filo conduttore delle nostre giornate; avere piena fiducia nel compiere la volontà di Dio, qualunque essa sia; vivere la carità senza favoritismi, senza limiti e attingendo, come lei, nell’Amore di Gesù un profondo amore per la Chiesa”.E qui si ricollega una riflessione di Ceccanti: La politica deve dare risposte che non possono essere autarchiche, autoconsistenti. I padri non lasciano ai figli ricette preconfezionate. Lasciano talenti che spetta ai figli saper spendere in fedeltà ma anche con rischiosa creatività, col dovere di innovare. Come ci si insegnano duemila anni di Magistero della Chiesa e il dono profetico del Concilio Vaticano II.

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