La Chiesa connivente con lo sfascio morale


di Massimo Toschi

Dice il Qoelet che c´è un tempo per parlare e un tempo per tacere. E quando il credente rovescia i tempi, significa solamente che il suo silenzio e la sua parola sono al servizio del suo peccato e del suo rapporto con il potere.
Secondo il detto del vecchio parroco di don Milani “perdono ma non dimentico”, è bene ricordare chi ha parlato quando doveva stare zitto e oggi fa silenzio, mentre dovrebbe parlare.

Nel 2007 il cardinal Ruini aprì il conflitto con il governo Prodi sui cosiddetti principi non negoziabili, innalzando un muro sulla questione dei Dico, disegno di legge elaborato dai ministri Bindi e Pollastrini sulle coppie di fatto. Non solo non si voleva discutere una legge, ma si rifiutava ogni accordo con il governo Prodi, nella convinzione che il centro destra sarebbe stato assolutamente generoso, ben oltre i desideri di ciascuno.
 
I temi della vita, della scuola, della famiglia avrebbero trovato una soluzione conforme agli interessi anche economici della chiesa. La Cei e la segreteria di Stato individuavano nel centrodestra l´interlocutore privilegiato per la politica ecclesiastica sul paese.
Il family day, promosso dalle associazioni laicali e diretto dai vescovi, riempì piazza San Giovanni di folle cristiane felici e obbedienti. Finalmente i principi non negoziabili avrebbero trovato piena e perfetta applicazione. Così promettevano i vescovi e la Cei.Finalmente un governo amico, a cui consegnare la cristianizzazione del paese.
Associazioni e movimenti si sono adeguati a questa operazione, senza porsi il problema del futuro della fede, senza riflettere sul fatto che questo legami con il potere avrebbero velato la fede e il vangelo.
 
L´affermazione dei principi irrinunciabili nascondeva comportamenti personali, che contraddicevano questi principi, soprattutto sulla famiglia.
Erano difensori della unità della famiglia leader politici, che esibivano più famiglie.In questo modo si negava la coerenza evangelica dei credenti, in cambio della retorica dei principi.
 
Abbiamo ascoltato vescovi, che, per non dispiacere il principe, contestualizzavano anche le bestemmie o davano pubblicamente i sacramenti, in modo da distruggere l´appello alla conversione evangelica. E si ha l´impressione che tutto questo non sia avvenuto gratis.
Ultimamente si è usata la stabilità di governo come principio evangelico, in questa corsa dissennata a difendere il Cesare amico della chiesa. Posizione maturata in cene e banchetti, che non avremmo mai voluto vedere.

Dopo tre anni, il bilancio è catastrofico: nessuna politica familiare, nessun principio non negoziabile, e al tempo stesso un continuo assorbimento nelle sabbie mobili di una politica violenta, che distrugge l´etica e ancor più il vangelo.
 
Dice il vangelo: è necessario che gli scandali avvengano. E oggi tutto si è disvelato in un modo, che sgomenta e che mostra un paese sfiancato e devastato da un terremoto morale, che ha il suo epicentro nel capo del governo, ma che trova le sue complicità pesanti e paludose in chi dovrebbe ogni giorno annunciare la parola della conversione per sè e per tutti.
 
Questo terremoto può travolgere vescovi e credenti, se con coraggio non si riconosce il nostro peccato. Un peccato di connivenza con chi vive la politica come ricatto, e la vita come delirio di onnipotenza del tutto è permesso e del tutto è lecito. 
C´è ancora un giudice, che ci ricorda che non tutto è permesso e non tutto è lecito, e che esiste ancora una Costituzione, a cui tutti sono sottomessi.
Quella Costituzione, che è l´unico progetto culturale che i cattolici hanno espresso in questo paese, senza seguire ordini ambigui, affidandosi alla fecondità storica del vangelo.

(articolo tratto da “Il Tirreno” del 19 gennaio 2011)

23 Comments

  1. Carlo Riviello ha detto:

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  2. Alessandro Canelli ha detto:

    Fortuna che la Costituzione aveva il difetto di non citare Dio – adesso capisco perchè!
    Era parte della rivelazione, evidentemente….

    Domanda per le beghine che sono uscite da tutte le parti:
    a livello dimpatto educativo, che differenza c’è tra Bertolucci e Berlusconi?

  3. Alessandro Canelli ha detto:

    Poi finiamola con la leggenda che i vescovi hanno affossato Prodi – o come mi sono sentito dire che solo la discussione della legge sui Dico fatta in seno alla allora esigua maggioranza era l’unica sede di vera difesa della famiglia dall’assalto laicista, l’unica sede in cui se ne poteva spiegare il valore (sic).
    Serve solo ad autoassolversi da una serie di errori politici grossolani.
    Il fronte laico stesso sapeva che voleva un provvedimento che questa volta non avrebbe potuto ottenere per via parlamentare, come era avvenuto per divorzio ed aborto, e per questo ha scelto come via tattica di impegnare il governo.
    L’errore è stato proprio quello, abbiamo l’onestà intellettuale di ammetterlo. Impegnare un governo debole in una campagna che avrebbe causato gli esiti che era facile prevedere.
    E questo senza nemmeno entrare nella giustezza del provvedimento.
    E smettiamola di fare i bambini che piangono perchè papà-gerarchia non gli ha comprato quello che volevano e non li ha fatti capoclasse…

  4. Giovanni Bianco ha detto:

    L’articolo di Toschi è uno stimolo alla riflessione critica ed al dibattito. Se qualcuno ritiene di dover intervenire con commenti “cifrati” mi sento di dover ribadire quel che scrissi mesi addietro: “…non ragionar di loro ma guarda e passa…”.
    Quanto al commento di Canelli, come al solito sulla “difensiva”, faccio notare che l’articolo si riferisce all’importante contributo cattolico-democratico, e soprattutto dossettiano, alla stesura della Costituzione e non alla proposta di La Pira di inserire un riferimebto esplicito a Dio in un preambolo costituzionale. Non ritengo che si debba polemizzare anche su quest’argomento.

  5. Giovanni Bianco ha detto:

    E’indubbio, inoltre, che Prodi non sia stato agevolato dai vescovi durante il biennio 2006-2007 e sulla vicenda dei Dico ci sarebbe molto da scrivere.
    L’articolo però suggerisce altri importanti spunti di riflessione, soprattutto con riferimento al “silenzio” di alcuni settori della Chiesa dinanzi alle gravi responsabilità del governo del Signor B.

  6. Alessandro Canelli ha detto:

    L’articolo di Toschi è scomunica, è rogo, è fatwa.
    Non dà nessuno spazio alla discussione.

  7. Giovanni Bianco ha detto:

    Non condivido assolutamente l’interpretazione molto di parte dell’articolo di Toschi fornita da Canelli.

  8. Carlo Riviello ha detto:

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  9. Alessandro Canelli ha detto:

    Fantastico episodio di baciapilismo strumentale: ma non erano cose che si facevano solo a destra?
    Ma perchè, Bindi, perchè, …???

    ROSI BINDI:”CHIESA CHIARA,ORA SPETTA A NOI MANDARLO A CASA”
    GIACOMO GALEAZZI – INVIATO AD ANCONA
    “La Chiesa ha fatto il suo compito perché rispettosa della distinzione delle due comunità, quella ecclesiale e quella civile, ha usato parole molto chiare, che non si prestano a interpretazioni”,afferma Rosy Bindi secondo cui ora spetta alla stessa politica trarre le conseguenze nelle sedi istituzionali, puntando a far dimettere Silvio Berlusconi, afferma Rosy Bindi, Pd, vicepresidente della Camera. “Adesso – afferma -tocca ai cittadini, soprattutto a chi si professa cattolico, capire le parole della Chiesa e agire di conseguenza”. “Il cardinal Bagnasco con le sue parole ha segnato un punto di resistenza culturale e valoriale nei cittadini e questo è il ruolo della Chiesa, non spetta certo alla Chiesa chiedere le dimissioni di Berlusconi”. “Spetta a noi – dice quindi Bindi -, adesso, non abbassare il livello di guardia” e “attraverso la società, con la raccolta delle firme, e attraverso le istituzioni tenere un comportamento degno della gravità del momento”. Insomma, conclude, “noi dell’opposizione non dobbiamo dare tregua nel Paese e in Parlamento a Berlusconi fino a quando non si dimette. Se ci saranno le condizioni per fare un Governo di transizione noi del Pd ci siamo, altrimenti si va a votare”.

  10. Stefano Ceccanti ha detto:

    A me le critiche di Toschi sembrano intimamente contraddittorie perché un conto è dire che nel passato non si è seguita una linea di terzietà, appiattendosi troppo su uno schieramento, e un altro è poi quello di chiedere una scelta di schieramento opposta oggi, sia pure fatta in nome della Costituzione (che peraltro ieri è stata puntualmente citata in riferimento all’art. 54 della Costituzione).

  11. Alessandro Canelli ha detto:

    Se possibile vorrei fare ammenda – rileggendo le dichiarazioni della Bindi non sono come mi erano apparse sul momento.

  12. Giovanni Bianco ha detto:

    Ribadisco che l’articolo di Toschi è coerente e costituisce uno stimolo al dibattito, anche se, eventualmente, non lo si condivide in toto o, magari, per nulla.
    La Bindi ha rilasciato dichiarazioni ponderate, fermo restando il giudizio critico su “connivenze” e “cointeressenze” tra maggioranza e settori non marginali delle gerarchie ecclesistiche, le ambiguità mai pienamente superate dell’ultimo triennio.
    Quanto, infine, a chi lascia singolari messaggi in codice aggiungo che mai come in questo caso “aureum est silentium”.

  13. Stefano Ceccanti ha detto:

    a me sembra che, obiettivamente, la Bindi non dica affatto le stesse cose di Toschi e che valorizzi la terzietà (nella chiarezza) della relazione di ieri. Toschi sembra rivolgersi alla Chiesa nei termini in cuil’Italia dei Valori si rivolgono spesso a Napolitano accusandolo di tiepidezza per none entrare in logiche di schieramento.

  14. Giovanni Bianco ha detto:

    Non dice le stesse cose di Toschi ma in dichiarazioni precedenti fece ben intendere il suo imbarazzo verso alcuni atteggiamenti della Chiesa e sulla vicenda dei Dico.
    Inoltre, il discorso di Toschi, condivisibile o meno, è quello di un credente deluso che si richiama allo spirito del Concilio.

  15. Carlo Riviello ha detto:

    وأهل الفن، لحوار…

  16. Alessandro Canelli ha detto:

    Ecco, chiuso il cerchio:
    Credente (vero) -> Costituzione -> Preti Intelligenti -> Concilio -> Gerarchia ottusa -> Atei devoti -> Cristiani Adulti -> Disagio -> Delusione….
    … depressione?
    Proviamo a uscire dai circoli viziosi dialettici, che magari ci tiriamo su il morale, oltre a fare del bene a noi stessi, alla Chiesa ed al paese.

  17. Giovanni Bianco ha detto:

    Canelli costruisce “teoremi” privi di fondamento e forse costringerebbe Toschi all’ “abiuria”.

  18. Alessandro Canelli ha detto:

    … se è abiurare dalla depressione, mi farebbe piacere!
    😉

  19. Giovanni Bianco ha detto:

    Non abiura dalla depressione, purtroppo, ma dalla libertà e dall’autonomia della coscienza.

  20. Stefano Ceccanti ha detto:

    nuovo editoriale del regno
    “E’
    necessario necessario mantenere distinti due piani: quello
    politico da quello morale – si legge nell’editoriale -. Anche da
    parte cattolica. Su quello politico, solo una diversa figura del
    centro-sinistra può contribuire in maniera decisiva a raddrizzare
    le sorti del nostro sistema politico, portandoci oltre l’attuale
    fase bloccata. E’ questo l’aspetto che continuiamo a ritenere
    decisivo anche per determinare un recupero del profilo morale
    della nostra democrazia e della nostra società”.

  21. Pietro Giordano ha detto:

    Proporrei il compagno Tonini…

  22. Giovanni Bianco ha detto:

    L’editoriale è condivisibile, anche se occorre capire in quale “diversa figura del centro-sinistra” si spera e su quali basi programmatiche e strategia di alleanze.

  23. Alessandro Canelli ha detto:

    Parafrasando il compagno Stalin, quante divisioni ha Tonini?

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