…e c’è chi le prende da tutti i lati.


Situazione politica tragica, in effetti, ma non seria.
E c’è chi – come sempre i veri riformisti –  le prende da tutti i lati…

Corriere della Sera di lunedì 13 dicembre 2010, pagina 18
Intervista a Raffaele Bonanni –
“Non capisco Marchionne: fa come la Fiom” 
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ROMA— «Noi siamo pronti a trovare con la Fiat accordi per la massima flessibilità, garantire il funzionamento degli impianti, stoppare qualsiasi eventuale boicottaggio ma tutto deve avvenire dentro il sistema delle regole contrattuali firmate l’anno scorso. Francamente non capisco la voglia di Sergio Marchionne di uscire da Confindustria, mi sembra una radicalizzazione al contrario, pari solo a quella della Fiom». Raffaele Bonanni, il segretario generale della Cisl, resta convinto che ci siano ancora i margini per chiudere questo «tormentone» entro Natale. Stesso ottimismo mostrato ieri dal ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che ha auspicato un «accordo collettivo duttilmente adattato alle esigenze condivise senza antichi pregiudizi o nuovi ideologismi». Ma Bonanni, in questo week end dominato da forti strappi provenienti dagli Usa, tiene a fissare dei paletti che per lui non sono negoziabili.

Quali sono segretario?

«Marchionne deve dire in modo dettagliato quando, come e a quali condizioni vuole costruire la Giulietta e il Suv in parte americano a Mirafiori. Noi, simultaneamente, daremo garanzie affinché l’investimento possa avvenire nella massima tranquillità. Gli chiederemo solo che la nostra disponibilità alla flessibilità sia molto più pagata che in passato. E lui questo nostro refrain lo sa benissimo. Gli accordi di natura contrattuale per regolare relazioni industriali che mettono all’angolo le sigle antagoniste come la Fiom possono avvenire benissimo dentro le linee guida che noi abbiamo stabilito l’anno scorso per tutti i settori con l’accordo interconfederale firmato da Cisl e Uil».

E perché vuol uscire da Confindustria?

«Non lo so. Con tutto l’interesse che abbiamo per questo investimento non capiamo per quale motivo dovremmo ricevere uno schiaffo da lui e calci dall’altra parte. Devo essere sincero: non capisco razionalmente qual è il problema. Studieremo norme giuridico-contrattuali per mettere nell’angolo gli eventuali boicottatoci. La Cisl non può smentire se stessa. Anche perché, ricordiamolo, quel nuovo sistema contrattuale è tutto intestato al modello parte-cipativo, riducendo al lumicino le possibilità di atteggiamenti antagonistici».
 
L’amministratore delegato della Fiat vuol limitare al minimo il ruolo della Fiom nelle sue aziende.

«La Fiom da sei mesi ogni settimana organizza uno sciopero che non gli riesce, landa anatemi e minaccia i sindacati, figuriamoci se io non capisco la necessità di costruire un terreno dove ci siano solo le relazioni industriali e non la politica Detto questo qualsiasi innovazione deve avvenire dentro le regole contrattuali».

Anche Federauto?

«Si possono scrivere norme specifiche dentro il perimetro contrattuale. Comunque, se la Fiat dimostra la validità delle sue tesi e se ritiene di uscire da Confindustria, deve sapere che il sistema è quello dei due livelli e dentro fl perimetro generale delle intese contrattuali».

Chiarissimo ma, a New York, Marcegaglia e Marchionne hanno affermato che le «nuove» Pomigiiàno e Mirafiori saranno fuori da Confindustria per un periodo di due anni.

«Loro sanno perfettamente che per noi le regole contrattuali significano avere un luogo nazionale che protegga il salario dall’inflazione, previdenza integrativa e tutte le regole di protezione generali alle quali non rinunceremo mai. Non so dove voglia arrivare Marchionne ma questo è quello che gli voglio dire: qualsiasi soluzione, anche la più flessibile, deve stare dentro gli accordi interconfederali. Certo bisogna vedere cosa hanno pattuito Marchionne e Marcegaglia, quando lo sapremo si potrà giudicare.
 
Lei e Marchionne, due abruzzesi che non si capiscono più?

«Alla fine vincerà li nostro pragmatismo comune. Il rapporto tra Fiat e Confindustria è un fatto che riguarda solo loro».

Il leader Cgil Susanna Camusso sostiene che Federauto la deve fare Confindustria perché non comprende solo Fiat.

«Vediamo, procediamo per gradi. Le nostre condizioni le ho appena e più volte illustrate, la controparte deciderà come farsi rappresentare».

Il vicepresidente di Confindustria Alberto Bombassei ha detto che saranno solo le newco a non aderire a Confindustria…

«È lapalissiano. Qualsiasi azienda nuova prima nasce e poi aderisce, non è che si iscrive d’ufficio. Ma nel momento in cui vuoi pattuire con noi degli accordi sindacali deve rispettare le garanzie contrattuali. Più chiaro di così».

Quando risentirà Marchionne?

«Nei prossimi giorni. Questa intesa va trovata prima di Natale. E un tormentone, non può andare avanti all’infinito e la sfida di Torino è troppo importante per tutto íl Paese. Va interrotta questa maledizione che impedisce a imprenditori italiani e stranieri di investire da noi».

di Roberto Bagnoli

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