Reggio Calabria come l’ho vista io


La settimana sociale di Reggio Calabria
Sono stato quattro giorni. Date un’occhiata ai materiali molto ricchi sul sito www.settimanesociali.it Vi consiglio in particolare la relazione di Luca Diotallevi e le sintesi sui gruppi di studio con richiami puntuali alla cittadinanza per i figli di immigrati nati in Italia, al dovere di combattere la criminalità organizzata nelle varie forme possibili. Nel mio gruppo si è parlato di come gestire la riforma federalista. In modo che essa comporti una migliore unità del Paese, fondata sulla responsabilità, contro le vecchie degenerazioni assistenzialiste e in alternativa alle tentazioni secessioniste. Unanime la richiesta che cambi lalegge elettorale avvicinando eletti ed elettori e più in generale alla democratizzazione interna dei partiti, anche attraverso una legge che fisi alcuni standard. Peccato che nel gruppo non si siano visti parlamentari della maggioranza, ce n0era solo qualcuno in plenaria. Ai gruppi eravamo solo dell’opposizione, più o meno una ventina: in maggioranza del Pd, ma con presenze significative anche dell’Udc, dell’Api e dell’Idv. Erano venticinque anni, da Loreto 1985, che non partecipavo a un convegno ecclesiale. In forme diverse ho ritrovato però la medesima spinta a mettere insieme la radicalità dei fini da perseguire con l’attenzione alla praticabilità politica tipica di chi vive la quotidianità e la vitalità molecolare del Paese In pubblico, gruppi compresi, solo dibattito sulle scelte da fare per il Paese, nessuna questione politi cistica sulle alleanze. Tante le domande in privato sul Pd, di semplici quadri ecclesiali e di personalità autorevoli, con due richieste di fondo non centrate più di tanto, a differenza di quanto qualcuno potrebbe credere, sui cosiddetti valori non negoziabili: presentare un’alternativa di Governo in positivo, non un’armata in negativo modello Unione (in questa chiave sono visti positivamente alcuni nostri sindaci, ben oltre ciò che mi aspettavo) e il connesso invito a distinguersi nettamente dal dipietrismo (che rinfocolerebbe gli odi) e dall’adesione di alcuni nostri dirigenti autorevoli alla manifestazione della Fiom per la sua piattaforma considerata quanto meno anacronistica.

1 Comment

  1. Carlo Riviello ha detto:

    Maestro, è bello per noi stare qui, facciamo tre tende….

    (poi bisognerà avvertire il Card. Bagnasco: sembra che i temi “non negoziabili” interessano ormai solo lui).

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